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Archivio del mese February 2010

60 secondi di celebrità

Il mio amico SC mi invia questo fantastico filmato che mi riguarda:

Che si fa attraverso questo link: http://en.tackfilm.se/ e che è veramente inquietantissimo (considerato che parrebbe essere parte della campagna di abbonamento alla Tv pubblica svedese). Adesso sto cercando di capire con chi potrebbe far ridere, ma non è semplice.

Wrong side

One of the privileges of age is to be able to sound convincing when singing old people’s songs. And I don’t mean old songs; I mean those lyrics that require time and experience to be sung right. A very good example is Mannish Boy by Muddy Waters: one thing is to hear a 25 year old sing it, a whole different story is to hear a 50 year old Muddy deliver it – and mean it. Another song of the same family is Born Loose by Rod Stewart (circa 1977, when Rod still brewed his nasty brand of Rolling Stones on steroids r’n'r). Maybe he meant it when he sung it (he didn’t know he’d be making Christmas albums in the future), but I can truly wear his lyrics with pride, especially when he says:

Born loose, I was born loose baby
Slow me down, you can’t slow me down

I was born loose, born loose
Wrong side of my mama
Wrong side of my dad
Wrong side of the tracks

I was born loose baby
Can’t change me now
Cause you’re too late now
Too late
To change me now
Never change me now
Born loose
Born loose

Vendesi SM

Mannaggia. Fare Realcore a Roma è stato proprio divertente, due sere di fila poi, proprio un lusso. Mi è venuta voglia di rifarne un po’, il messaggio resta attuale e funziona proprio in molti contesti diversi. Quindi sotto: fino a giugno sono qui, costo poco e un po’ di porno non può che fare del bene – a voi e ai vostri amici (o al vostro pubblico, che con Realcore non manca mai e abitualmente apprezza).

Nella capitale ero alla Sala Pintor, ospite dei FÒÓLS, ottima (e accogliente, e gentile, e brava, e ccetra) ciurma di attori dei quali non dovreste perdere Impossibili, che si replica venerdì 5 e sabato 6 marzo alle 21 (Viale Scalo San Lorenzo 67).

MIchele non c’è

Rientrato definitivamente in Italia, ieri sera mi guardo Anno Zero, puntata dedicata al caso Morgan. Un pollaio davvero pasticciato, con Celentano e Morgan in piena crisi ADHD, inesperti che parlano a vanvera, Mauro Pagani che cerca di dire cose sensate (e in parte ci riesce), mamme di tossici a serramanico, che – con rispetto parlando – è comprensibile che non abbiano opinioni ragionevoli (e che presentate a fine puntata sembravano più da Vespa che da Santoro), Barbara Palombelli che sbandiera una pasticca con “360 dosi di caffeina”. Grande assente la Riduzione del Danno, che pare essere l’unica politica nel mondo a dare dei risultati (non solo lo scambio di siringhe usate, ma i laboratori ambulanti che analizzano le pasticche, una chiara informazione sulle varie droghe, e naturalmente la decriminalizzazione del consumo). Nel programma invece si è lungamente dibattuta questa iniziativa del test antidroga ai parlamentari – con caccia alla strega risultata positiva e redattore che insegue i parlamentari chiedendogli: “Chi è il drogato?” Ributtante, considerato anche che questa singola positività lascia comunque il parlamento ben al di sotto della media nazionale (1 su 233).

Vorrei quindi (ri)dire che sono assolutamente contrario al test anti-droga obbligatorio per qualsiasi categoria di italiani, inclusi partecipanti a festival canori, chirurghi, tramvieri, piloti di aerei, insegnanti, deputati e senatori. Mi pare un’idea oscena e Giovanarda, che provoca una caccia al drogato veramente schifosa e che suggerisce un’idea sbagliatissima, e cioè che chi fa uso ricreativo di droghe non sia in grado di svolgere un lavoro normale (o anche meno: a giudicare dall’eloquio e dalla favella non mi pare che quello del parlamentare sia un mestiere particolarmente selettivo).

Mi stupisce che Santoro e tutti quei capelloni che comanda non si siano posti nessuno di questi problemi, realizzando un programma confuso, banale, incivile e retrogrado. Non è la prima volta che capita, ma ieri sera si è davvero toccato un fondo.

Sempre più Down

Dice il giornale: “Tre dirigenti (di Google) giudicati colpevoli per un video online che mostrava un minore Down vessato dai compagni.” Autori della denuncia-capolavoro sono “il comune di Milano e l’associazione «Vividown»… Nelle scorse udienze i familiari del minore disabile avevano ritirato la querela nei confronti dei dirigenti di Google.”

Questa è un’ulteriore sciagura internazionale per un paese già preso per il culo dal pianeta intero, ritenuto una landa di cazzoni puttanieri disonesti, ladri e ignoranti, che adesso condanneranno il telefono perché qualcuno ci ha bestemmiato dentro, e criminalizzeranno le scarpe perché tutti i criminali ne possiedono un paio. E se Google (come farei io immediatamente) chiudesse i suoi siti nostrani e impedisse a chi ha un IP italiano di caricare contenuti? Chi avrebbe vinto?

La domanda sorge spontanea: perché non ci prendiamo direttamente a martellate sui coglioni da soli? A questo punto della miserabile vicenda italiana sarebbe molto meno doloroso.

Divento mio fan

Una delle cose che mi urtano di più di Facebook è ricevere questi messaggi:

The Unbelievable Cazzons became a fan of The Unbelievable Cazzons on Facebook and suggested you become a fan too.

Non so bene in italiano come sia, ma mi pare assolutamente goffissimo. Cioè, ti apri il tuo fan club su FB, che già è un po’ così, e diventi il tuo fan numero uno. Dopodiché inviti i tuoi “amici” (che magari sono proprio tuoi amici) a diventare tuoi fan. Il meccanismo credo dovrebbe essere che qualcun altro tuo fan mi suggerisca di diventarlo, no? La cosa imbarazzante è che non sono solo The Unbelievable Cazzons (sestetto esordiente di speed-polka) a essere fan di se stessi, che lo capisco e lo giustifico, ma anche famosi professionisti e noti artisti italiani, che non nomino per gentilezza ma che – lo sappiano – tra me e me derido un po’.

PS: Il piazzamento di Vittorio Emanuele Filiberto Gianfrescobaldo di Savoia a Sanremo non mi sorprende nemmeno un po’. Come dite? Fa cagare? E’ un infame esempio di musica? E’ la cosa peggiore che abbiate mai sentito? Vorreste tirare patate crude agli interpreti? E che c’è di nuovo? Che l’anno scorso c’era Stravinski? Come mai ci si lamenta di Sanremo? Dopo 60 anni si spera che cambi? Non ci sono cause più interessanti per cui battersi che per un Sanremo migliore?

Realcore de core

Ieri sera prima replica di Realcore a Roma – ottima e abbondante. Nel ringraziare quelli che sono venuti, ricordo agli altri romani che possono rimediare stasera, alle 21, alla Sala Pintor, via dello scalo di san lorenzo, 67. Accorrete numerosi, e ditelo agli amici: non so quante altre volte si riuscirà a proporre questo spettacolo nella capitale (ma non fatelo sapere a Alemanno che sennò non si va in scena manco stasera).

Fountain of youth

I see stuff like this and I’m full of questions: how do you mean “overturning the urine bowl”? Is this an asian sport like Bukkake? Is it a superpower? And what on earth is Black Raspberry Wine? It sounds like porn for older guys with prostate problems and time on their hands, dreaming to once again (?) overturn the urine bowl with strenght of his pee.

Tv Blues

There’s a documentary you guys should watch. It was reviewed by the New York Times (“It feels as if you were watching a transmission from another planet”) and it should be in (very selected) theaters in the US right now (and then probably on Hulu, for those of you who live in the US or browse with an US IP). It’s called Videocracy, it’s by an italian-swedish director and it shows pretty well what Berlusconism is like. It’s not a “fair and balanced” movie but it’s true and very funny, and it answers a faq I get: “Why don’t you live in Italy anymore?”*

* Considering that mr Videocracy was elected with a landslide of votes for the third time.

I declare Art

Dialogue:

Dutch Border Guard, holding a cardboard tube about one foot long she just extracted from my bag, while searching it: “What is this?”

SM: “A cardboard tube. It contains Art.”

Dutch Border Guard, looking suspiciously at the sheets of print rolled inside the tube: “Do you always carry around Art like that?”

SM: “Yes officer, I do.”

Dutch Border Guard: “You may go.”