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Archivio del mese January 2010

Meno male che c’è Fiammetta

Naturalmente, anche per una questione statistica, ogni tanto anche Berlusconi ne combina una che mi piace. Nella fattispecie: “Il sindaco di Assisi Claudio Ricci voleva diventare candidato presidente della Regione Umbria per il Popolo della Libertà. Ha concorso, ma è arrivato secondo. Berlusconi lo ha esaminato a Palazzo Grazioli, venerdì scorso, ma poi ha scelto Fiammetta Modena, avvocato civilista, da tre mandati consigliere regionale. Adesso, per giunta, circola la storia che Berlusconi abbia apprezzato il lavoro e l’eloquio di Ricci, ma abbia avuto da ridire sul look. In particolare, quelle orecchie, una più a sventola dell’altra.” (Dal Corriere).

Ora, io non ho nulla contro chi ha le orecchie a sventola, anzi: tra i miei umani preferiti c’è chi ha questa caratteristica, e sono pronto a difenderli da qualsiasi discriminazione. Però invece ce l’ho a morte con uno così: “Il sindaco ha 45 anni, è single, è un cattolico appassionato. Quando ancora correva per la candidatura, aveva preparato dieci proposte per l’Umbria, subito ribattezzate «i dieci comandamenti ». Il primo era questo: «Inserire i valori della santità e dell’identità nello Statuto regionale».

I valori della santità? Ma siamo impazziti? Ma da quale caverna è spuntato questo qua? E soprattutto: come ha fatto a uscirne con quelle immense, oscene, sproporzionate orecchie?

Mormonista

Salvo che siate in Utah, luogo bellissimo ma scomodo e a tratti inospitale – specie in inverno – non vi trovate al Sundance (festival di cinema indie giunto alla 32esima edizione). In questo caso torna utile e piacevole Il Sundance Diary di Luca Celada, che blogga ogni giorno da Park City, e che di solito potete godervi a reti praticamente unificate nei Tg Rai: uno dei vantaggi di vivere in Italia (così non dite che ne parlo solo male).

Levis e Thanatos

Ogni tanto capita, e ogni volta mi colpisce: l’uso di testimonial morti mi pare un orrore. Non devono concordare come me Fabrizio Russo e Sofia Cortellini Klein (il nome buffo non me lo sono inventato, e non sono jeans marchiati Klein – o Levi’s, come suggerirebbe il gioco di parole nel titolo di questo post: la marca non la scrivo), proprietari di un marchio che non s’è fatto scrupolo di utilizzare niente meno che Jimi Hendrix per pubblicizzare dei jeans: ” Dopo il primo step che ha visto Steve McQueen protagonista della promozione del marchio, questa volta è il ‘guitar hero’ a rappresentare lo spirito della collezione primavera/estate 2010″. Insomma una marca di jeans proprio necrofila: mortacci (sua).

‘Rcoddue

Ogni tanto guardo i giornali italiani, giusto per vedere che succede; e purtroppo succede sempre la stessa roba: “Bestemmia al Grande Fratello! Orrore! Peccato mortale! Il Codacons (che si conferma l’associazione di consumatori più molle del pianeta) e il Moige (che almeno fa ridere) insorgono! Espulsione!” Ho un solo commento:

QUESTO!

Sperando, un giorno, di poterla indossare anche da noi.

Globuli d’oro

Grazie ai buoni uffici di Luca (che mi ospita qui a LA), membro dell’Hollywood Foreign Press Association, sono stato alla cerimonia di consegna dei Golden Globe – uno dei massimi riti hollywoodiani. Per me è stato un estenuante e divertentissimo pomeriggio/sera, in mezzo a celebrity di categoria A++ (c’erano TUTTI), wannabees (ma comunque invitati), signore della Beverly Hills che conta, gente di cinema di ogni tipo e ovviamente studio executives. A differenza degli Oscar qui si sta a tavola tutto il tempo, con frequenti alzate verso la zona fumatori – la vera area VIP, frequentatissima da Mickey Rourke, ma anche da molti altri (tra cui una spaesata ma apparentemente contenta Elisabetta Canalis da sola, che George mi sa che non fuma). Dopo la cerimonia, con un momento per me assai toccante – la consegna del Cecil B. De Mille award a Martin Scorsese (consegnavano Di Caprio e De Niro – italian business) che mi piace molto e se lo meritava tutto – c’erano le feste degli studios, sempre al Beverly Hilton ma in altre zone. Meno star ma molta più caciara: quando bevi dalle 2:30 (in decine di free bar specializzati in vari alcoolici, dallo champagne ai single malt) e sono le 9, o balli o vai a nanna. La musica ovviamente era pessima, ma i buffet (di cui uno della cioccolateria belga Godiva davvero pazzesco), i bar e la fauna locale controbilanciavano.

Momenti VIP della serata:

*) La stretta di mano a T-Bone Burnett – un mito assoluto.

*) Il sindaco di Los Angeles che, mentre mi spiegavano chi era, è venuto e si è presentato sorridendo.

*) L’incontro con un delizioso, gentilissimo, dolce e garbato Mike Tyson, che non solo mi ha stretto la mano, ma mi ha anche fatto un piccolo inchino: il mio vero star moment degli ultimi anni.

Gangsta art


Los Angeles, mural by Mac, lettering by Retna
(click to enlarge)

PS: Beh, che sorpresone. Grazie a Deemo, a cui non sfugge quasi mai quasi niente, adesso sappiamo che il modello del murale qui sopra è nientemeno che Flycat, MC italo-losangelino della primissima ora (e uno dei pro-motori del primo hip hop italiano). Insomma: vai a LA, fai una foto a un muro e sopra c’è uno che conosci (e saluti: hi dude, whazzup?): tres bizarre.

PPS: Dice sempre Deemo, a cui in fatto di immagini non sfugge mai proprio niente: “La roba di El Mac devasta”. Come dargli torto?

La Repubblica del Pisello

Poi apro Repubblica.it e ci trovo l’immagine e didascalia che vedete qui di fianco. Una merda. Che nel 2010 sia ancora ammissibile questo genere di ammiccamento è davvero insopportabile. E se glielo fai notare ti si risponde: “Una bella figa fa sempre piacere a tutti, no?” sottintendendo che sei un bacchettone. Insomma una merda. Repubblica poi dovrebbe essere un giornale vagamente di sinistra, mica il Bagaglino. E’ l’ultima dimostrazione che il nostro è un paese di merda, dove perfino l’opposizione è di merda, la stampa è di merda come la televisione, e chi impagina Repubblica.it non solo è evidentemente un maschio, ma uno che non ha capito un cazzo della modernità, del futuro e di come dovrebbe essere (ma non ce l’hanno delle donne che s’incazzano a Repubblica?) Non voglio vivere nel Berlusconismo, ma nemmeno nella palude di mediocrità ignorante e cafona perfettamente sintetizzata da quel “Che paracadutiste”.

PS: Rileggo e mi autocommento: è certamente un post violento, forse troppo. Però mi chiedo: come mai non c’è uno scatto di orgoglio generale su queste cose? Una Angela Finocchiaro che s’incazzi, una Bonino che manifesti, un Bersani che dica basta. Solo in Italia ci si permette questo tipo di ammiccamenti. Un conto è che li faccia Berlusconi, tutto un altro è che passino come espressione di italianità, come “Si sa come vanno queste cose”, “Tira più un pelo di figa che un carro di buoi”, “Una donna nuda è sempre bella a vedersi” e altra immondizia culturale di questo tipo.

Venezia 2.0

Pochi sanno che Venice, uno dei luoghi marini di Los Angeles più famosi al mondo, con la famosa passeggiata a mare densa di fricchettoni, palestrati, hippie e degenerati di ogni genere, è stata originariamente concepita (e inaugurata nel 1905) come una replica di Venezia, Italia, completa di logge falso-rinascimentali, gondolieri (importati da Venezia con gondola al seguito e oggi scomparsi) e naturalmente canali. Poi sono stati quasi tutti coperti, ma ce n’è ancora qualcuno, costellato di case sublimi con pontili e barchette. Come dice Luca (nella foto): “Hai presente la pursuit of happiness (la ricerca della felicità sancita come diritto dalla costituzione USA)? Ecco, questo è il traguardo.” A guardarlo bene non si fatica a crederlo.

PS: Ieri in Tv ho sentito una bestialità con la B maiuscola (ma anche la E, la S, la T…). L’ha sentita anche Luca, che ne parla su Losangelista.

Agonizing beauty

Mr Tamale wants to crash your browser. But, right before it crashes, you’ll see and hear fantastic stuff. Tony Mendoza (aka Mr Tamale) and his accomplices’ latest occupation is to hack publishing platforms, such as Blogger, layering all kind of web content (images, movies, sound, animations, clever html, etc) in a vortex of whipped media that tests the limits of what a browser can handle (and how). The result is startling, very cool to see and hear, and intensely contemporary (plus sort of dangerous, and y’all know I like that). Sometimes it might crash your browser, but never mind: it’s gonna look fabulous when it dies, so much so you’ll want to kill it again and again.

http://triptych.tv
http://imagepirate.com
http://www.subculture.com
http://www.subculture.com/indiction
http://www.subculture.com/anime
http://idiotrobot.com
http://mayhem.net
http://mrtamale.com

Brava gente, una volta

Ho letto di quello che è successo a Rosarno, e vorrei ringraziare gli africani che abitano in quella zona per aver portato un pizzico di civiltà nel nostro stupido paese. Queste persone sono tra i pochissimi residenti in una zona di mafia che hanno avuto le palle di chiedere condizioni di vita migliori, un faro di civiltà in un paese di rassegnati mezzi morti. Che certi stranieri siano trattati come schiavi ormai è chiaro a tutti. Che siano invece uomini e donne ricchi di nobile dignità mi pare diventato pure assai evidente (io lo so da decenni, anche grazie ai miei amici roman/africani). E anche la grettezza razzista di cui siamo capaci ormai mi pare chiara. La violenza non mi piace, ma nemmeno porgere l’altra guancia mi pare un granché; scendere in piazza per reclamare un destino meno infame mi pare un diritto sacrosanto: poi a volte qualcuno esagera, ma la questione c’è, eccome.

L’unica speranza mi pare il federalismo: creare delle zone civilizzate del paese, dove agli immigrati faccia più piacere vivere, senza razzisti, leghisti e altra immondizia culturale. Io ci andrei a vivere immediatamente: poi voglio vedere chi glieli raccoglie i pomodori ai calabresi, troppo impegnati a non ribellarsi all’inciviltà criminale che subiscono da millenni.