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Archivio del mese September 2009

Ancora col playback?

Ieri notte ho guardato Chiambretti. A volte mi fa ridere, è indubbiamente portatore di uno stile diverso, anche se nel tempo ci ha combinato qualche guaio (ad esempio Alfonso Signorini, uomo nel cui nome alberga l’anima). Il programma m’è sembrato noiosamente geniale, come al solito. Chiambretti è il James Brown della Tv italiana. Canta sempre la stessa canzone, con piccole variazioni: quello che ti piace una volta funziona quasi sempre, ma quello che ti irrita non smette mai di farlo. Confesso di non essere arrivato alla fine – Alfonso e la Marcuzzi non costituiscono un’àncora così potente, almeno per me. Continuo a trovare ottimo di vedere delle facce afro-italiane almeno da qualche parte in Tv (non impegnate in sbarchi clandestini o smazzo di falsi), anche se il tutto mi pare perpetrare un filino il luogo comune di black = entertainer.

Poi a un certo punto appare Vhelade, che canta Make my day.  Vhelade è una delle Sisters, il quartetto vocale femminile all-black del programma; una bella guagliona, alta, elegante, con una voce… Ecco, non sono sicuro della sua voce. Non solo era in playback, ma Make my day non è sua, bensì di Waldeck (austriaco, label Dope Noir) – e è cantata magistralmente da Joy Malcolm. E la mia netta impressione è che abbiano usato il brano originale. Quindi un applauso al raffinato consulente musicale, e un buuuu agli autori: ho capito che da Piero vale tutto, ma questo mi pare un filino troppo (anche se perfino nel video non c’è la cantante originale ma una controfigura). Se invece era lei, tanto di cappello. Il pezzo infatti spacca davvero:

Tagga il mondo

qrfsfrQualcuno s’è chiesto cosa intendessi quando dicevo che col QR code si possono fare un mucchio di cose. Dice Wikipedia:

“Un Codice QR (in inglese, QR Code) è un codice a matrice (o codice a barre bidimensionale) creato dalla corporation giapponese Denso-Wave nel 1994. Il “QR” deriva da “Quick Response” (Risposta Rapida), poiché il creatore pensava ad un codice che consentisse una rapida decodifica del suo contenuto.”

Aggiungo io: questo sistema diventa sensato se uno possiede un telefono cellulare recente (ma non necessariamente recentissimo) con fotocamera e software di lettura, disponibile gratis per diverse piattaforme portatili: smartphone, netbook, ecc. Basta leggere il codice fotografandolo, e sul vostro telefono possono comparire diversi tipi di informazioni tra cui messaggi di testo, indirizzi web e Vcard (biglietto da visita elettronico). Per generare una tag, basta andare su uno dei moltissimi siti che offrono questo servizio gratis, oppure scaricare un software (che però temo sia a pagamento). Quindi se io stampassi questo codice sul retro del mio biglietto da visita, basterebbe leggerlo col telefono per avere già tutti i miei dati digitalizzati, senza doverli scrivere a mano. Comodo, no?

Ma col QR code si può fare molto di più, e se ne parla da anni: taggare le città, per esempio, o creare dei link tra il mondo reale e la rete (per gli ormai molti titolari di connessioni mobili). O magari delle specie di social network underground, delle fanzine scaricabili attraverso link adesivi da attaccare alla fermata del tram… Le possibilità sono infinite, e mi sa che qualcosina ci farò. (Nella tag, l’indirizzo di Fosforo)

PS: Qui trovate un sito che decodifica il QR code da una url o immagine.

Quick Response Smartcode

qrblog2

Per i curiosi: questo breve post è scritto in codice QR.

Poste Aliene

Come forse sapete spesso leggo lo spam: a volte ci si trovano cose fantastiche:

From: “Poste Italiene” <info@s3-poste.net>
Date: September 18, 2009 2:10:47 PM GMT+02:00
To: undisclosed-recipients:;
Subject: Il tuo account e stato sospeso.

Gentile Cliente,

Dopo la caduta del potere 16/11/2008 uno dei nostri computer non funzionano piu correttamente.Carta Postepay e il codice dispositivo di sei mila clienti memorizzati sul computer di backup sono stati persi.

BancoPosta ha temporaneamente sospeso il tuo conto.Taluni restrizioni sono applicate fino a quando non ripristinare il tuo conto.

Vi preghiamo di cliccare sul link qui sotto per avviare il processo di restauro:

http://s3-poste.net/bpol/CARTEPRE/login.html

Grazie per aver utilizzato BancoPosta!
Team BancoPosta

Certo, non è secco e sublime come questo, ma la caduta del potere ha sempre un suo fascino.

Radio Lilliput

 Oggi, oltre al mio, c’è un altro anniversario che mi fa piacere celebrare: a settembre 1999, proprio intorno a queste date, faceva la sua comparsa il mio primo sito internet, Radio Lilliput. Che non era il mio sito personale ma un progetto più ambizioso, iniziato in solitudine ma a cui presto si sono aggiunte altre teste – alcune di valore assoluto. Non faccio nomi, ma ringrazio intensamente tutti coloro che, nel corso dei tre anni di attività hanno contribuito con consigli, testi e programmi (Radio Lilliput era anche una minuscola radio online), e in particolare Max e Paolo di AdverTown che hanno gentilissimamente ospitato il sito senza volere soldi: avevamo tutti visto giusto, e la storia ci ha dato ragione. Qui potete vedere la prima versione della home page (graficamente terrificante); qui c’è l’ultima – solo leggermente meno orrenda: facendo Radio Lilliput ho imparato sia quel poco di html che conosco che quell’ancor meno di grafica che oggi mi permette di rendere i miei siti quasi guardabili.

Brthdy

50yrs

Servi di altri padroni

Trovo inopportuna, spiacevole e a tratti ridicola la campagna per la libertà di stampa promossa da Repubblica e dal PD, e sentire un ex DC come Franceschini lamentarsi per la dittatura mediatica francamente mi fa orrore. Sono cresciuto nella dittatura mediatica DC/PSI, e non ricordo un solo giorno di stampa libera in questo paese. Mi ricordo invece dei velinari Rai, dei giornalisti di regime, dell’atteggiamento pavido e piaggio di gran parte della stampa verso, per esempio, la Chiesa Cattolica. Mi ricordo della lottizzazione, dei raccomandati che si facevano strada, e del clima servile e censorio che si respirava alla Rai negli anni ‘80.

Sono gli stessi che oggi si lamentano, solo perché è arrivato qualcuno peggio di loro. Molto peggio? Non lo so: la risma è la stessa. Io sogno un panorama mediatico veramente libero, non lottizzato più equamente. Solo Floris e Santoro e poi Belpietro e Del Debbio (tra i miei preferiti) non mi pare libertà di stampa, ma ognuno gradito ai suoi: un orrore (e una noia mortale a guardarli), altro che libertà.

Baci da Amsterdam

lsmstrdm

Carta canta

Triplo aggiornamento delle mie rubriche cartacee (e baci dall’Olanda civilizzata): un Avviso di Chiamata (da Rumore) sulla riforma della scuola superiore e il proposto liceo musicale-coreutico, InLoop (da InSound) sulle relazioni spazio-temporali in musica e Alt Sex (da Rolling Stone), dedicato alla liberazione sessuale Woodstockiana (il numero di agosto era dedicato al quarantennale del festival). E felice settembre: il 18 so’ 50.