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Archivio del mese July 2009

Enciclupedia irazziunaal

Ho già scritto qualche giorno fa dell’irresistibile Wikipedia in Lombardo. Attenzione, io non ho niente in via di principio contro i localismi, e ho spesso pensato che se in Italia avessimo avuto, come in Spagna, una dittatura lunghissima durante la quale fossero state proibite le lingue locali (e quindi i dialetti), anche qui avremmo molte lingue ufficiali: il veneto, ma anche il sardo, il siciliano, ecc.

L’operazione tentata dalle Wikipedia in dialetto però mi pare ridicola. Perché un conto è chiamare Varese Varés, tutto un altro è inventarsi un linguaggio scientifico-dialettale per spiegare cose complesse. Ad esempio, se io dico:

In matemàtica, un nümar irazziunaal al è qual-sa-vöör reaal che al è mia un nümar razziunaal, i.e., che sa al pöö mia espressá cuma una frazziú a / b , cunt a e b intreegh e b difereent da 0. I nümar irazziunaj i è precisameent chij da che l’espansiú decimalasa la ferma mai, e gnanca la va deent int un ciicl periòdic. “Dabott töcc” i nümar reaj i è irazziunaj.

Quanti di voi saprebbero correttamente tradurlo con:

In matematica, un numero irrazionale è un numero reale che non è un numero razionale, cioè non può essere scritto come una frazione a / b con a e b interi, con b diverso da zero. I numeri irrazionali sono esattamente quei numeri la cui espansione in qualunque base non termina mai e non forma una sequenza periodica. “Quasi tutti” i numeri reali sono irrazionali.

Cioé: quale utilità può avere questa definizione per una persona che non conosce l’italiano? Esistono matematici che parlano solo il lumbard? Si ipotizza l’avvento di una scienza padana, o sarda, che avviene in dialetto? Comunque la si giri, la mia opinione non cambia: Dabott töcc i lucalism i è irazziunaj, inütil e fors anca dannus.

Altro sesso

Ecco un annuncio che speravo di fare da un bel po’: ho finalmente raccolto su questo sito tutti gli articoli di Alt Sex, la mia rubrica su Rolling Stone. Per adesso sono 29, corredati di immagini, e rileggendoli mi pare forniscano un quadro interessante sulle mie idee circa le sessualità contemporanee. Si aggiungono alle diverse centinaia di altri articoli presenti su questo sito (che crescono al ritmo di 3 al mese, più i blog), la risposta più ovvia alla domanda: “Come mai non fai un libro?” (Poi naturalmente ce ne sono altre di risposte, ma oggi non ho voglia di fare polemiche: il libro lo sto scrivendo in inglese) E’ vero che i libri si recensiscono, si premiano, si vendono, etc. mentre i siti ancora no, ma forse un giorno anche questo cambierà. Nel frattempo buona lettura.

PS: Nella stessa pagina trovate anche l’intervista a Ilona Staller (vedi foto), uscita su Rolling Stone nel 2004.

SexText

As I wrote some time ago, I have a column called Alt Sex on the italian Rolling Stone. I finally managed to collect all the articles (29 so far), complete with images, on my italian website. Updated monthly. (Image courtesy of Australian Sun and Health, circa 1970)

Pattiland

Una delle ragioni per cui mi piace remixare canzoni già fatte è di poter mettere le mani su (e dentro) musica che per me è stata importante e influente. E’ il caso di Birdland, contenuta in un album centrale nella mia discografia, e non solo – Horses di Patti Smith, l’album dei miei 16/17 anni. Il testo originale è stupefacente, e anche musicalmente mi è sempre sembrata perfetta, ma sonicamente poco avventurosa (mentre dal punto di vista poetico lo è davvero molto). Il sogno ovviamente è di ascoltare la signora Smith recitare Birdland su questa base, che per adesso resta strumentale.

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Birdland di Patti Smith, tratta dall’album Horses, 1975
remixed in 2001

Anche questo brano è presente, come quasi tutto il resto, nella pagina musicale del mio sito in inglese.

Senior Pinup

Vanity time: prima di partire per l’America mi era stato chiesto l’uso di una foto per un libro. Una richiesta che ha molto stuzzicato la mia (impenitente, e quasi completamente ingiustificata) vanità: il libro, pubblicato in Germania, era su Michelangelo, e la foto era quella del tatuaggio che ho sulla schiena. Mentre ero via l’editore me ne ha spedita una copia; si intitola proprio Michelangelo, è di Boris von Brauchitsch, e a pagina 143 troneggia il sottoscritto:

Interactive SM

Ho finalmente trovato il tempo di mettere online la presentazione di una performance che ho fatto in passato e che ho molta voglia di rifare in futuro. Si chiama Tv Interattiva, e si basa su un concetto molto semplice: una tv messa in una mostra d’arte, o in un locale, in una piazza, praticamente ovunque, che mostra della “videoarte” con dentro un performer (cioè io). Il quale però, ogni tanto (o anche molto spesso), si mette a parlare col pubblico, a volte a scherzare o semplicemente a fare due chiacchiere. Il trucco ovviamente è che io sono in un’altra stanza, e attraverso una telecamera con microfono li vedo e li sento.

Ho fatto la Tv interattiva diverse volte, molti anni fa: in Garigliano, in Pergola, poi in via Gola (squat milanesi), una volta a Torino e, più di recente, alla riapertura del Tunnel di Milano nel 2005. C’è un sacco di gente che si ricorda ancora le prime versioni, assai ruspanti e feroci; è un giocattolo curioso e inusuale, che dice anche due o tre cose interessanti sull’arte.

Semmai foste in grado di organizzare una data della Tv Interattiva e aveste voglia, trovate più dettagli di qua.

PS: C’è un’intervista di Louise Bak con me su Realcore nell’ultimo numero di Toro Magazine.

Buy SM

The kind of work I like best at this point is definitely performing live. So, in order to stimulate bookings, I set up a little Live page with a list of available performances, talks and music gigs. Including the Interactive Tv (see image), which I did a few times in the past 17 years (in a number of permutations, according to the context): the audience really loved it (some people still remember it after years) and so did I.

Nel paese dei luoghi comuni

Trovo davvero fastidiosa la recente campagna pubblicitaria Tv di Alice/Telecom con l’attrice Elena Sofia Ricci nella parte della mamma tardona che impara Internet: “Mamma che naviga?” Dice meravigliato il figlio. “I figli crescono e le mamme navigano”, risponde Mamma Sofia raggiante. Mi pare che proponga un’immagine delle donne veramente retrograda. Ma come: Elena Sofia, di 3 anni più giovane di me (e con due figli grandi), impara a navigare nel 2009? Ma dov’è stata fin’ora? E cosa ha fatto nella vita, l’uncinetto?

Mia madre, classe 1919, è morta nel 2002 praticamente col mouse in mano: navigava come una pazza, spediva email a manetta e scaricava immagini che poi usava come sfondi scrivania. Lei era certamente una donna eccezionale. Lo è anche, ma per ragioni opposte, la Mamma Sofia Ricci telecomica, immagine di donna simpatica ma ignorante, rimasta orribilmente indietro perché madre di famiglia: uno stereotipo che non rende giustizia alle 40/50enni italiche, mamme o meno, che con la tecnologia mi pare se la cavino assai meglio di molti maschi.