Vi giunga, ovunque voi siate, l’augurio di un 2009 perfetto e insuperabile (se non forse dal 2010) da Fosforo e dal suo compilatore.

Vi giunga, ovunque voi siate, l’augurio di un 2009 perfetto e insuperabile (se non forse dal 2010) da Fosforo e dal suo compilatore.

Lo spammer non dorme mai, non conosce festività ne’ pause caffè: egli è sempre ON. Una delle ragioni è che spesso non è un umano, bensì un agente software che spara milioni di email e che non distingue la data simbolica, o la natura dei messaggi che invia. Nel giorno di natale 2008 (cioè oggi), ore 14:50, mi arriva questa cartolina di auguri:
If your whole life is shit, at least you can have a decent watch on
Mi pare una frase assurda sempre, ma davvero stupefacente a Natale, e mi chiedo: ma davvero esisterà qualcuno che ha questa opinione? E come gli è successo?
Cari lettori di Fosforo,
personalmente, e a nome del tenutario di questo spazio, vi invio i migliori auguri di un Natale sopportabile e di un Santo Stefano nei limiti della decenza. Anche quest’anno mi è arrivata molta posta riguardante la crisi economica, il vostro capo del Governo, il terrorismo globale, etc. Purtroppo ho una notizia per voi:

Dovrete fare da soli. Baci forti
Babbo N.
Ho sempre pensato che la musica del futuro dovesse essere così, e in realtà molta di quella che ho fatto è stata fatta così: usando quella già fatta. Sempre però col timore di essere beccati, e utilizzando degli escamotage brutti e a volte inefficaci, come risuonare i campionamenti, o mixarli bassi nella speranza che non si sentissero. Poi a volte si rischia, oppure si paga – cosa giusta (insomma, diciamo comprensibile) se uno pubblica e guadagna. Siccome però questo è un provino, pubblicato qui al solo scopo di documentazione e non scaricabile direttamente, non dovrebbero esserci problemi. Se ce ne fossero, la mia email è in alto a destra in questa pagina: fatemelo sapere.
Avevo dimenticato di aver fatto questa versione, nel 2001. Il brano è A forest dei Cure, un grande classico degli anni ‘80. La versione da cui viene il cantato è di Madaski, dal suo album Da shit is serious del 1998. La voce è di… Invecchio, e non me ne ricordo il nome: mi pare sia Roberta, è la moglie di Carlo U. Rossi (gran bravo produttore piemontese), il cognome l’ho dimenticato e me ne scuso. Lei è bravissima davvero, e infatti maneggiare la sua voce per fare il remix a Madaski era stata una vera gioia (qui è molto rallentata, quasi da bambino). Peccato che la mia versione poi non sia mai uscita, ma una volta o l’altra ve la passo: è davvero un remix curioso, senza la batteria e a metà dei BPM originali. Poi, tre anni dopo, cincischiando con un loop degli Oasis (non sai mai da dove possano arrivarti delle cose) ho messo insieme questo corto circuito, che ingloba anche un sample (Yeah, yeah, yeah) da Cose difficili, bella canzone dei Casino Royale di qualche anno fa.
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A Forest (The Cure)
musica di Sergio Messina
arrangiamento vocale di Madaski
contiene campionamenti da A forest (Madaski), Wonderwall (Oasis), Cose Difficili (Casino Royale)
Si tratta di un oggetto davvero minore; non è stato fatto per uno scopo, se non per quella esilarante sensazione che provo quando ascolto un mesh-up. Non pensavo di venderlo, ne’ di chiedere i permessi. E’ solo una prova, prendetela come tale.
Io so
di Pierpaolo Pasolini (qui c’è il testo completo)
Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ‘68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Oggi sono 39 anni dalla Strage di Piazza Fontana a Milano, ancora impunita.

Betty Mae Page
the coolest woman of the fifties
(22.4.1923 – 11.12.2008)
Si diceva dell’ignoranza di chi ci governa. Notizia di ieri: al deputato leghista Matteo Salvini è stato cancellato l’account di Facebook. Salvini ha quindi pensato “di portare la sua «battaglia» in Parlamento, presentando «una interrogazione al ministero delle comunicazioni». «Ho raccolto centinaia di segnalazioni da parte di persone che sono state ‘disattivate’ e ‘cancellate’ dal più diffuso social network del momento senza uno straccio di motivazione» aveva spiegato il deputato leghista. Per questo, «ho depositato una interrogazione al ministero delle telecomunicazioni per conoscere più da vicino alcuni numeri di questa realtà. Chiedo quanti italiani risultano iscritti a Facebook, se e quale tipo di controllo risulti al ministero essere effettuato e da parte di chi, dove risultino le sedi operative del social network in questione e chi ne siano i legali rappresentanti, se e quanti siano i casi segnalati di censura e di eliminazione di iscritti, gruppi o altro in rete». (da Corsera) Insomma, classica reazione da potente isterico. E stamattina ovviamente gliel’hanno riattivato.
Mi resta una perplessità: come mai gli è stato disattivato? Cosa avrà fatto? La sua ipotesi è splendida: “L’altro giorno la sinistra ha fatto ostruzionismo alla Camera dei Deputati, e ha parlato per cinque ore filate. Le alternative erano il suicidio o il computer. E quindi io sono stato lì, ad ammazzare il tempo, smanettando con la mail e con Facebook. Sono stato collegato un sacco di tempo, e magari avrò ho fatto troppe robe. Però cavolo, che almeno ti avvisassero” (dall’intervista di Affari Italiani).
Eccolo lì, l’abisso del niente che si spalanca di fronte a noi; e se lo fa Salvini alla Camera, perché mai non dovrebbe farlo uno studente durante la lezione di filosofia? Inoltre, che io sappia, sarebbe il primissimo caso di sospensione per troppo traffico da parte di un social network. E mi pare un’assurdità, che per non dirla gli bastava andare due minuti su Wikipedia, tra un’email e uno sbadiglio: Facebook is free to users, but generates revenue from advertising. La reclàme insomma: sarebbe come se Retequattro si auto-oscurasse per non avere troppo pubblico. Ah, se solo Salvini avesse scelto la prima alternativa…
(si ringrazia Fumo per la segnalazione)
Ho fatto questo sticker:

Se vi piace potete scaricarlo, diffonderlo e perfino linkarlo direttamente (un fatto eccezionale: i link alle immagini sono bloccati, per via di certi buontemponi che le usavano come avatar sui forum, appesantendo il sito – e la vostra navigazione – con una notevole quantità di traffico indesiderato). Qui ce n’è perfino una versione più grande.
Volevo scriverne da giorni (la notizia è del 2 dicembre), ma mi è passato di mente: il ministro Ronchi ha chiesto, al grido di Stop alle discriminazioni nei confronti della lingua italiana, che alle tre lingue principali dell’UE (Inglese, Francese e Tedesco) si aggiunga anche la nostra: “Ho annunciato ai miei colleghi ministri dell’Unione Europea che non parteciperemo piu’ a tutte quelle riunioni dove non e’ consentita la traduzione in lingua italiana”.
La mia ipotesi è che non parteciperanno perché tanto non ne conoscono nessuna delle tre.