A Berlino ho capito una cosa: se il Sesso, come pare, è la nuova politica, allora il Porno è certamente il nuovo Rock’n'roll (e la DigiCam la nuova Stratocaster). Spiego ambedue i concetti in un breve intervento pubblicato sul mio sito in inglese.
Pornografopoli
Venerdì 31 ottobre sarò a Bologna, per questa tavola rotonda:
Se “pornografico” è nel suo senso originario ciò che stimola pulsioni personali attraverso una rappresentazione pubblica, l’oscenità che accompagna l’idea di pornografia deriva da un’immoralità connessa all’invasione dello spazio privato, di quel sentire che appartiene ad ognuno ma che dovrebbe rimane preziosamente nascosto.
A partire da questo l’incontro intende stimolare una conversazione che rifletta da un lato su una società che invade lo spazio privato, dall’altro sul perché l’erotismo che è in ognuno di noi “ferisce il pudore” nel momento in cui viene rappresentato.
Cosa è diventata oggi al produzione pornografica? Chi la fa e come?Alla discussione, moderata da Elisa Del Prete interverranno, Pietro Adamo, Sergio Messina, Gaia Novati, Susanna Paasonen, Filippo Porcelli, Annamari Vänskä , Marina Wallace.
Accorrete numerosi.
(MAMbo, Via Don Minzoni 14, Bologna, ore 11-17.30)
Berlinesque
Non ce n’è: a Berlino è sempre una festa andarci, c’è sempre la tentazione di restarci e ripartire non è mai piacevole (salvo per il clima). Il Porn Film Festival è stato utile, la selezione mi è sembrata buona (come sempre), e ho assai gradito alcune presenze di generazioni precedenti come Ole Ege, regista danese della prima ondata del porno (legalizzato in Danimarca nel ‘67) e gestore del Museum Erotica di Copenhagen (la mia chiacchiera è andata bene, grazie). Durante questo viaggio ho anche sintetizzato un concetto che avevo in testa da molto: se è vero, come vado dicendo da anni, che il sesso è la prossima politica (nel senso che si avvia ad avere la stessa funzione che ebbe la politica per la generazione degli anni ‘60 e ‘70), allora il porno è il prossimo Rock’n'roll. E non mi riferisco alle moderne pin-up tatuate (derivazione di un porno ancora old school), ma alla miriade di micro-produttori che, assieme a immagini sessuali, propagano un’etica, dei comportamenti e degli stili – esattamente come ha fatto il Rock’n'roll negli anni ‘50 e primi ‘60.
Piacevolissimo venerdì sera con Thaur, pornografo extraordinaire (l’ho intervistato per il numero di ottobre di Rolling Stone), filosofo dell’alt sex e gestore del Kitkat Club, dove ho fatto la nottata ballando come un invasato e strusciandomi contro un sacco di gente di un sacco di sessi diversi (tranne il mio, che non mi attira molto). Una nota sul temutissimo dress code, regolato in molti club berlinesi tra cui il Kitkat: a volte bisogna aderire fedelmente (come nel caso dei party a tema), ma in altri casi (come per esempio al Kitkat il sabato) i vestiti, per essere in tono con la serata, basta toglierseli.
Alt Sex history
Venerdì 24 ottobre farò una presentazione al Porn Film festival di Berlino. Si intitola There First: presenting the Pain and Slave Sex movies. Trovate il testo introduttivo (in inglese) qui. Se siete in zona e passate, fatevi identificare.
Dalle 18:30, Eiszeit Kino 2 – Zeughofstr. 20, 10997 Berlin-Kreuzberg
The Mosley payback
Qualche mese fa avevo scritto questo post di solidarietà con Max Mosley, dirigente della Formula 1 crocifisso per aver partecipato (o magari anche organizzato) una festa BDSM con presunta atmosfera nazi. Stamattina il mio amico Fumo mi segnala una sua lunga intervista al Guardian dove, tra l’altro, scopro che:
- Mosley ha vinto una causa per grave invasione della privacy in Inghilterra (risarcimento record di 60.000 sterline), e ne sta intentando altre in Germania, Francia e Italia.
- L’uomo sarà anche antipatico ma pensa bene, e quello che dice sul BDSM è sacrosanto e condivisibile.
- L’atmosfera nazi era un’invenzione dei media: “Una delle ragazze è tedesca, e si sarebbe mortalmente offesa per qualsiasi riferimento al Nazismo”, ha dichiarato Mosley. E ancora: “Una qualsiasi di loro avrebbe perfino potuto essere ebrea…”.
Insomma, pare che Mosley ne stia uscendo con decoro: ottimo. Spero che scortichi vivi anche gli altri giornali con cui è in causa, così magari la smettono e si cercano un lavoro decoroso e rispettabile, invece di ravanare nei cazzi altrui per vendere qualche copia in più.
Burning Chrome
Ieri ho scoperto che Google sta lanciando un nuovo prodotto: un browser chiamato Chrome. Che sarà bello, fichissimo (ma non nuovo, si basa sul motore di Safari) e integratissimo con tutte le funzioni di Google. Non lo utilizzerò, credo, anche per via della naturale diffidenza che ho verso il pensiero unico, che sia Mac, Google o Teodem. Alcune cose di Google mi piacciono molto, altre meno (come ho già scritto qui), ho già una toolbar (su Firefox) che tra le varie opzioni ha Google (ma anche Wikipedia e il Webster), non sento alcun bisogno di un ulteriore browser. Considerando anche che con Firefox mi trovo benissimo.
PS: Ovviamente (lo dico per i meno sci-fi nerd) il titolo di questo post è una citazione.
Plastic people

Non so a voi, ma a me la plastinazione mi pare un’idea fantastica, e mi piacerebbe assai vedere la mostra Body Worlds (che sarà a Bruxelles fino a gennaio). La vera sciccheria sarebbe riuscire a organizzarla in Italia… Ho scoperto von Hagens (a cui volendo si può lasciare in eredità il corpo) e la plastinazione da poco, ma sapevo bene della cultura estetica dell’anatomia sette-ottocentesca, e di quelle incredibili cere anatomiche che tengono al Museo della Specola a Firenze. Body Worlds mi pare nello stesso solco – che è poi una delle correnti di pensiero più feconde degli ultimi anni, quella al confine tra arte e scienza.
Paineria
Ecco a voi la mia suoneria – cioè quella che uso abitualmente. E’ dell’ottimo Painé Cuadrelli (che mi ha autorizzato a pubblicarla), e ha alcune belle caratteristiche tra cui l’udibilità estrema ma allo stesso tempo la capacità di mimetizzarsi col paesaggio. Clicca e scarica, poi unzippa e installa nel tuo cellulare (mp3, 152kb).
Good Old Funky Boys
Sono diversi anni che ogni tanto dico di voler formare un gruppo country, e ogni volta la gente mi guarda perplessa. Secondo me pensano ai Good Old Boys del film The Blues Brothers – vestiti da cowboy con chitarra. Poi, per fortuna, quest’anno Snoop Dogg ha fatto la geniale My medicine, collegando due mondi apparentemente inconciliabili.
Il crossover pappone nero/cowboy è favoloso, e l’immagine poetica di Snoop che va all’assalto di Grand Ole Opry è splendida. Non solo, ma la musica ha un tiro fantastico. E’ proprio questo che intendevo con country; non quella roba western (che pure ogni tanto ha il suo bello), ma roba tipo questa:
L’autore, il bassista della band (di J.J. Cale, una delle mie divinità minori), è Tim Drummond – che insieme a Jim Knelter costituisce una delle mie sezioni ritmiche preferite. Questo brano, portato al successo da Ry Cooder nel ‘79 (con Drummond & Knelter, in quello che si dice essere il primo album registrato in digitale nella storia, Bop till you drop), è un eccellente esempio di quello che penso: che dentro molto country c’è un potentissimo motore ritmico, a volte distante solo un grado dal funk.
Grazie a Deemo per il (tentativo di) video di Snoop in Hi-Fi.
Bad trip
Ho già scritto di Voyager, ai tempi in cui Giacobbo tentò di ritrovare Elvis in Sud-America. Quest’uomo in sahariana è abbonato a tutte le bufale del pianeta, che ci rifila anche quest’anno su Rai2 – in prima serata. Ecco il menu di questa sera:
- Roberto Giacobbo indaga su una storia che ha più di un secolo di vita ma che da decenni sembra essere stata occultata dalle autorità: è possibile che siano state ritrovate delle mummie forse egiziane in Arizona, sepolte in una grotta nel Grand Canyon?
- Ma non è tutto: le telecamere di Voyager si sono anche recate a Lima, in Perù, per passare una notte nell’edificio più infestato dai fantasmi di tutta l’America Latina: la Casa Matusita.
- Infine una nuova indagine sull’Arca di Noè: è mai esistita? Dove è nascosta? E chi ne conoscerebbe il segreto?
C’è la crisi, crollano le borse, la Rai è alla frutta ma vedrete che anche quest’anno Giacobbo tornerà sulle tracce dei Templari, del Graal, dell’Astronauta di Palenque e forse anche di Elvis. Ma non potrebbero mandare delle repliche? Costerebbero di meno e nessuno se ne accorgerebbe.


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