Frequentando l’Olanda ho capito che, nella mia sensibilità, esiste una differenza abissale tra il tempo buono e il tempo bello. Il tempo buono è quello che c’è in Italia, specie al sud: settimane di sole, il cielo terso e senza nuvole: una benedizione. Ma è bello, intendo bello da vedere? Il primo giorno certamente sì, specie se prima pioveva. Ma poi diventa noioso, sempre uguale, sempre buono. Il tempo bello invece può anche essere piovoso, specialmente nel nord Europa. Qui infatti non capita mai di avere il cielo uniformemente grigio e pioviccicante, come accade in Padania. Il tempo qui è immenso, cangiante e visibile; è una drammaturgia meteorologica spettacolare, un evento naturale che si può guardare come un film. Da questo punto di vista Rotterdam (che ha un clima pessimo, ventosissimo e umido) ha il tempo più bello d’Europa, davvero epico: una cornice perfetta per la stupefacente architettura contemporanea che abbellisce, imbruttisce e comunque sempre imbizzarrisce questa strana Milano dell’Olanda (la dinamica con Amsterdam è la stessa che c’è tra Barcellona e Madrid, o appunto Milano e Roma).
Sballo liscio
Adottata anche in Olanda una legislazione simile alla nostra in materia di fumo passivo: al chiuso fumare è proibito ovunque. Ma proprio ovunque: alberghi, bar, ristoranti, etc. Però mi pare ci siano due differenze fondamentali. Innanzitutto la legge è nuovissima, e per adesso è estate. Voglio vederli a febbraio, con 5 sotto zero, mezz’ora fuori dal bar a fumarsi un sigaro (e qua, se l’opinione pubblica disapprova, le leggi si cambiano; mica come da noi). E poi, come sa bene la destra italiana, il trucco non sono le leggi ma i regolamenti applicativi. Ho chiesto in giro, e moltissimi bar/ristoranti e coffeshop si stanno attrezzando con salette per fumatori – molto più semplici da realizzare che non in Italia (dove i regolamenti le rendono praticamente impossibili).
Una nota folk: nei coffeshop ovviamente ora è vietato fumare – tabacco. Le alternative sono tutte molto faticose: fumarsi l’erba olandese pura (e quindi finire in poche ore al pronto soccorso psichiatrico), utilizzare invece del tabacco una misteriosa mistura grigio/verde/marroncina (offerta dai coffeshop) che odora di camomilla, utilizzare i vaporizzatori (assai salutari ma molto pericolosi: il dosaggio è complesso e lo smaltimento lungo e estenuante) o sfidare la legge e fumare per strada – ancora consentito se si tratta di tabacco puro ma illecito nel caso di canapa e derivati.
Io sto bene, grazie. La stanza 007 dell’Hampshire Inn Hotel (sul Prinsengracht) ha una graziosa porta-finestra che da sul giardinetto interno, dove è consentito fumare.
Emozioni da poco
Da qualche tempo ho un sospetto, e sto facendo delle verifiche che sembrerebbero darmi ragione: la famosa creatività e/o inventiva italiana non esiste. L’ultima, leggera, impalpabile evidenza viene dal nome che la Rai ha dato (suppongo nel corso di una lunga riunione, con molti altri nomi candidati e dopo un’aspra ma civile discussione) al suo contenitore televisivo olimpico: Olimpiche Emozioni.
Non so a voi, ma a me pare davvero orribile. L’aggettivo prima del soggetto m’è sempre sembrato brutto, come in Infami menzogne (il motto di Sandro Bondi) o Azzurra libertà, l’inno di Forza Italia Giovani.
Formentera c’è
Formentera spacca davvero: niente speculazione edilizia sulle coste, spiagge pulitissime, cibo fantastico (anche se quello locale è molto migliore ma assai più raro da trovare – e non segnalato) e gente proprio a posto. Però:
• Gli italiani sono la stragrande maggioranza dei turisti, e sono orrendi: si rivolgono ai locali in italiano, molestano le signorine, ti gridano dal motorino, fanno caciara – racchettoni, pallone, lotta nella sabbia… Una strage.
• I locali l’hanno capito, e los italianos sono un pochino malvisti dalla popolacion, che gli risponde in italiano (pecunia non olet) ma li manda affanculo in paiès (la lingua locale).
• Carlo Sama ha un villone (e, pare, un resort) sull’isola.
Semmai voleste andare, non risvegliate il fricchettone che è in voi: Formentera sta cercando di cambiare clientela, e c’è perfino una legge che vieta di dormire all’aperto, anche nel proprio giardino.
Si consigliano: le grotte (cuevas) sparse in giro per l’isola, a cominciare da quella dell’Escavadora (una scavatrice enorme, ormai fossile, abbandonata in una grotta a picco sul mare), la spiaggia di Es Calò (con piscinette naturali e fanghi benefici), il ristorante Can Gavinu (featuring Marietto as FoodMaster) e l’Hostal Rafalet (Es Calò, Mar Blau, chiedere di Juan).
Si ringraziano: la Robbi ritrovata, Laura, Iñaki, Cris Alex e Eki, Silvia, Maria e gli altri abitanti della casa.
PS: Dialoghetto apocaliptico tra SM e Iñaki:
SM: Ci sono dei pescetti minuscoli che ti mangiucchiano le pellicine. Pensavo che un milione di quei pescetti potrebbero finirti in 5 minuti.
Iñaki (che è basco ma vive sull’isola da un po’): Quest’anno mordono più dell’anno scorso.



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