Skip to content
Archivio del mese June 2008

Tesi, anzi tesissime

Mi piacerebbe presentarvi alcune delle tesi di diploma realizzate dai miei studenti di Sound Design allo IED di Milano. Sono i primi che si diplomano e alcuni dei loro lavori sono proprio belli.

La prima che vi presento è l’eccezione. Infatti, oltre a insegnare nel (e co-coordinare il) corso di Sound Design, insegno anche Musiche, stili e culture Pop a tutti gli studenti di IED arti visive del primo anno, e a quelli del corso di grafica in inglese del secondo. Proprio uno degli studenti di questo corso, Paul Cheng, ha realizzato come prova d’esame una splendida storia del movimento LGBT (Lesbian, Gay, Bisex, Transex). La trovate sul suo sito, nella sezione work/publishing, o in formato e-book.

Inoltre vi segnalo che, sul sito Soundesign.info, l’ottima Sara Lenzi (che è stata così gentile da partecipare a una delle commissioni di tesi) sta recensendo alcuni degli elaborati. Ha iniziato da Chiara De Maria, e proseguito con Ornella Pesenti (le due donne del primo anno di corso, delle quali siamo particolarmente fieri).

Sabato orgoglioso

Sabato alle 15 ci vediamo tutti a Bologna, spero:

Come dite? Non siete lesbiche, gay, bisex o trans? Ma questa è un’eccellente ragione per esserci, tra le migliori (e certamente anche un pochino anche la mia).

Giorgino, poretto

Ieri sera, scanalando in tv, ho beccato Giorgio Armani (che ormai ha l’incarnato di una medusa, poverino) che si lamentava: “Non se ne può più di vedere in giro gente col cavallo al ginocchio, si è perso il senso dello stile.”

Beh, caro Giorgio, mi permetta di confidarle un segreto: io non ne posso più di vedere in giro gente vestita da fantoccio, con addosso 5000 euro di roba (anche sua) creata per anonimizzarlo. Non sopporto più di guardare pubblicità di puttanate inutili, vendute a caro prezzo da campagne inesorabili a gente debole di portafogli. Non gliela faccio più a convivere con giovanotti strizzati in camice ridicole, che gridano vendetta. Il Made in Italy m’ha strarotto il cazzo, una passeggiata in via Monte Napoleone mi da il voltastomaco, e pensare che un suo jeans costa quasi un anno di stipendio di una bella fetta della popolazione mondiale non mi fa dormire la notte.

Spero quindi che lei debba convivere con la visione del cavallo basso ancora per un bel po’. Perché il giorno che indosseranno tutti le sue magliettine adesive (col suo nome scritto bello grosso, una cosa raffinatissima) mi comprerò un Kalashnikov (di Prada).

Tom c’è

Oggi ho intervistato Tom, Tom Anderson, l’amico di tutti di Myspace (nonché il suo co-inventore). Quindi ho scoperto che esiste (molte delle persone a cui ho detto che andavo hanno commentato: “Ma allora esiste”) e che parla (dicendo cose assai sensate). Tutti i dettagli sul numero di agosto settembre di Rolling Stone.

PS: Ho scoperto un’altra cosa: Tom non si vede solo di 3/4, come nella foto che lo consegna alla storia (oltre 280 milioni di copie nel mondo) ma anche di profilo, e ne ho le prove.


(foto di Jacopo Benassi)

A prova di utente

Forse avrete notato anche voi che negli ultimi decenni abbiamo assistito a una curiosa, progressiva deresponsabilizzazione dei singoli nei confronti della vita. Un buon esempio sono certe cause contro il Comune: “Sono scivolato/a, il marciapiede era in cattive condizioni, voglio 6 milioni di euro di risarcimento”. Ora, mentre è sacrosanto gridare che certi marciapiedi sono da denuncia, è altrettanto vero che, cambiando esempio, tutti conosciamo i rischi del fumo, e fare causa ai produttori di tabacco se uno si ammala mi sembra un’assurdità. In ambedue i casi la risposta potrebbe essere “Ci potevi stare attento/a”, anche se so che il confine è labile.

Un altro esempio di deresponsabilizzazione è questo adesivo, recentemente comparso sugli accendini. Fa riferimento a una norma CEE, appunto la EN 13869. Eccovene alcuni passaggi:

2006/502/CE: Decisione della Commissione, dell’ 11 maggio 2006 , che prescrive agli Stati membri di adottare provvedimenti per assicurare che siano immessi sul mercato esclusivamente accendini a prova di bambino.

Per “accendino a prova di bambino” s’intende un accendino progettato e prodotto in modo che, in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili di utilizzazione, non possa essere azionato da bambini di meno di 51 mesi d’età a causa, ad esempio, della forza necessaria per azionarlo o per le sue caratteristiche costruttive o per il sistema di protezione del meccanismo d’ignizione ovvero per la complessità o la sequenza delle operazioni necessarie per l’accensione.

Come facevamo prima? Andavamo a fuoco? No: i genitori ci dovevano stare attenti. Invece adesso possiamo fottercene. Non mi pare un passo avanti: il giorno in cui mi è stato spiegato come usare dei fiammiferi (a circa 84 mesi), mi sono anche stati illustrati i pericoli del fuoco, piuttosto bene: a parte una minibomba in giardino verso i 144 (in una breve fase di piccolo chimico) non ho mai dato fuoco a niente, malgrado la direttiva EN 13869 non fosse ancora stata adottata.

PS: Confesso che questo accendino faccio fatica ad accenderlo, e conosco persone (di più di 51 mesi di età) che non ci riuscirebbero.

Nei secoli fedele

Cassazione: carabinieri non possono avere l’amante

(ANSA) – ROMA, 16 GIU – I carabinieri non possono ‘arrecare disdoro’ all’arma con relazioni extraconiugali. Lo sottolinea la Cassazione. Una sentenza, che vale in generale per gli appartenenti alle forze armate, ha confermato la condanna in appello per minaccia e ingiuria inflitta a un appuntato dei carabinieri, sposato, che aveva reagito malamente al ‘richiamo legittimo e doveroso’ del suo superiore che lo invitava a ‘troncare una tresca’ con una donna coniugata. In primo grado, l’appuntato era stato assolto in quanto, ad avviso dei giudici, la sua azione era da ricondurre ‘a un contesto di relazioni private e personali, estranee al servizio’. In pratica, per il Tribunale, il fatto che Rosario avesse un’amante non doveva interessare il suo ‘capo’. Secondo la Suprema Corte il richiamo era ‘legittimo e doveroso’ in nome del dovere di tenere una ‘condotta esemplare’. Il ‘rapporto extraconiugale’ ha senz’altro carattere privato mentre non e’ ‘estraneo al servizio ne’ il richiamo disciplinare cui il disdicevole contegno aveva dato luogo, ne’ la illecita reazione dell’imputato, integrante l’insubordinazione’

Rubricopoli

Puntualmente in ritardo arriva l’aggiornamento delle rubriche mensili: un Avviso di chiamata (da Rumore) sulla scomparsa dell’”esperto” e sulla democratizzazione delle informazioni, e un InLoop (da InSound) sulla democratizzazione dei processi di creazione sonora. Insomma, democrazia culturale.

PS: Questo post è il numero 600.

Triste, ma funky

Magari non si direbbe, ma io sono un fan totale delle canzoni tristi. Ma non quelle da malinconia cosmica e un po’ fashionable degli inglesi (alla Morissey, per capirci). No, a me piacciono le epiche degli amori falliti, le tristonerie degli abbandonati, la sfiga del sentimento andato a male. C’è tutta una scuola di cantautori americani devota a questo genere. Il più famoso è James Taylor, ma il più infoiato e certamente Bill LaBounty. Vi ho già parlato di Bill, quando gli spedii questo remix per avere il suo parere. La sua risposta da gentleman mi fa ancora sorridere di contentezza:

“Sergio. I like this remix. Buy me dinner when I come to Italy. If it becomes a big hit buy me more dinners. Bill.”

L’originale di questa canzone, come si deduce dal titolo, è di una tristezza stratosferica; come dice James Taylor di un suo brano, fa piangere te, il tuo cane e ti fa piovere dal soffitto. Fattostà che, a differenza dei tristoni britannici (la cui musica è un mortorio senza requie), qua già nell’originale c’era un ritmo assai semovente, benché lento. Nella mia versione ho eliminato tutto il testo, lasciando solo le parole No e Goodbye, e amalgamando il tutto di una specie di pastone dubbofono. Spero vi piaccia.

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Didn’t want to say goodbye, di Bill LaBounty remix di Sergio Messina

Se andate sul sito di Bill (che è in studio al momento), trovate una serie di provini in mp3, inclusa una bellissima versione lenta di In real life, suo brano (di una tristezza senza pietà) inserito qualche anno fa in un album di Randy Crawford (che è la voce femminile che canta Street Life dei Crusaders).

Anche questo brano, come gli altri della categoria play!, è presentato per puro ascolto, non è in downloading e se qualcuno volesse pubblicarlo basta chiedere (e accordarsi con gli aventi diritto delle registrazioni originali).

Milano for readers

A volte la reclame non aiuta, anzi. Andrea Girolami (che conosco da un bel po’) vive a Milano da qualche anno e ha dedicato a questa città un libro, Milano for Zombies. Ecco cosa dice il marketing:

Milano for Zombies è la visione soggettiva e stralunata, alle volte ingenua spesso cinica sulla città di Milano. Una visione ironica e intelligente che si avvale di un’ottima veste grafica che rende il tutto ancora più intrigante. Assolutamente da non perdere.”

Malgrado queste espressioni – che sembrano sfilate da un cattivo manuale di marketing anni’80 – il libro è bello e azzeccato, e lo sguardo di Andrea è originale e assai poco meneghino (ma d’altronde lui è marchigiano doc). Lo trovate in edizione limitata, 150 copie numerate, oppure gratis in PDF qui. Scaricate numerosi, e ricordate il proverbio inglese: never judge a book by its cover – e figurarsi giudicarlo dalla pubblicità.

Satanzìa

Voi, che siete più svegli e aggiornati di me, naturalmente conoscerete il Centro Culturale San Giorgio, e la sua altissima missione: “Mettere a disposizione di tutti gli studiosi uno strumento di consultazione che ha per fine quello di potersi aggiornare sempre sui nuovi messaggi subliminali che compaiono nelle canzoni di musica “leggera”.” Saprete anche che sul sito non ufficiale del Centro Culturale San Giorgio (mi chiedo che bellezza sarà quello ufficiale) potete trovare “tutti i messaggi subliminali audio che, ad oggi, sono stati scoperti dagli studiosi italiani.” Per voi non sarà una novità il fatto che questi messaggi (e quindi le relative canzoni) siano raccolti in comode compilation vendute sul sito, ma anche consultabili su internet (sublimi le categorie, da innocui a sulfurei passando per apologia del suicidio). Suppongo infine che, essendo voi dei simpatici buontemponi amanti dell’umorismo, abbiate trascorso delle belle serate invernali in compagnia del sito CCSG e del suo animatore, Antonio Tagliaferro (che peraltro era stasera su Rai 3 a esporre le sue teorie a uno scettico ma accomodante Augias), il quale precisa “che quello che si fa non ha scopo di lucro. Ciò che ci muove è solo l’amore per la Verità, ed il desiderio di rendere Maggior Gloria a DIO.”

Ho due domande:

•) Non c’è Rock Satanico, il brano che ho appositamente inserito nel mio primo album del ‘94. Cazzo, ha tutto: è al contrario, velocizzato, e contiene delle maledizioni sataniche. Perché mi hanno escluso?

•) Ma la SIAE lo saprà che il CCSG distribuisce online, compila e vende a 12 euro su CD rom degli mp3 editi (e famosissimi), sebbene in frammenti?

(immagine tratta dal sito del CCSG)