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Archivio del mese May 2008

Colpevole

Non sono un grande fan del cinema italiano, ma stavolta è imperativo: tutti dovrebbero vedere Il Divo, il nuovo film di Paolo Sorrentino. E non solo per apprezzare la qualità dell’opera (pare eccellente, io non l’ho ancora visto). No, la ragione più importante per me è un’altra: è un ottimo modo per capire il mondo di merda e senza speranze nel quale è cresciuta la mia generazione. Un paese immobile, governato da mostri in odore di mafia, di stragi, di golpe e di mille orribili efferatezze. Gente che si permetteva di dire frasi come “Il potere logora chi non ce l’ha” e passare per raffinati umoristi. E’ anche per via di questa gente che negli anni ‘70 il paese ha rischiato la guerra civile, è colpa loro in massima parte se l’Italia è alla frutta. Il film ci offre inoltre l’opportunità di capire da dove vengono i mille democristiani che affollano il panorama politico contemporaneo italiano, dalla Bindi a Scajola, da Rotondi a Marini, da Casini a Enrico Letta. Vengono da li, e hanno iniziato con la DC perché ne condividevano idee, etica e metodi di potere. Andreotti, è bene ricordarlo (almeno noi) è stato condannato per essersi strusciato (e non poco) con la mafia, reato poi prescritto ma sempre moralmente valido. E se penalmente è irrilevante, politicamente è essenziale. La speranza è solo una: che i tuoi figli non debbano frequentare la Scuola Elementare Giulio Andreotti. Ma non ci conterei.

Esametro, e altre metriche

Ve l’avevo detto che secondo me l’Hip hop italiano sta benissimo (come ho scritto su Insound di giugno, prossimamente in edicola)? Vi avevo anche detto che le prove di questo fatto sono molte, circostanziate e perfino contraddittorie? Avevo anche accennato al fatto che ormai la pubblicazione su Internet è assolutamente equivalente a quella su CD? Allora non mi resta che segnalarvi l’uscita de Il Messaggio (Back 2 Basixxx), l’ultimo album di Esa a.k.a. El Presidente (che conosco da vent’anni, 20, due zero), registrato tra Italia e Olanda. E’ il secondo che Esa propone in downloading gratuito. Lo trovate nell’apposita pagina su Jamendo, un buon sito per pubblicarsi in rete.

Ah, non vi ho detto una cosa: il disco è ottimo, propulsivo, pensante e abbondante – come nella ormai ventennale tradizione di casa Cellamaro.

Shake that ass

Telecimando

La storia la sappiamo, o dovremmo saperla, tutti: l’incredibile e tristissima vicenda di Europa 7, canale tv abilitato a trasmettere ma le cui frequenze sono occupate da Retequattro. Il governo sta facendo proprio in questi giorni l’ennesima legge ad personam per prorogare questa ingiustizia, usando un argomento spregevole: “Cosa volete che gliene importi agli italiani di Retequattro? Occupiamoci invece di sicurezza” (o anche “Non l’avrebbero votato in tanti se la cosa fosse stata rilevante”). Disgustoso. Però c’è una piccola iniziativa che potremmo attuare, e che se vi piace potreste propagare: Telecimando (ce li mando col telecomando).

Farlo è semplice:

1) Togli Retequattro dall’ambito tasto 4 del tuo telecomando, e sostituiscila con Europa 7.

2) Riposiziona Retequattro sulla combinazione 29 (secondo i dettami della smorfia napoletana).

Così, con un semplice gesto, potrai attuare le norme comunitarie nella privacy della tua casa, riequilibrando almeno un pochino il nostro terrificante sistema radio-televisivo.

Balordi Klux Klan

Ieri il telegiornale ha dato notizia di una serie di aggressioni, ai danni di negozi gestiti da stranieri, avvenute a Roma. Anche qui, come nel caso dell’omicidio di Verona, si tende a escludere la matrice politica, previlegiando quella dei “balordi”. Un atteggiamento pericolosissimo, che tende a minimizzare un fenomeno grave, e non nuovo in questo paese. E’ chiaro che quello di Verona non è stato un omicidio “politico” come quello di Aldo Moro, così come immagino che i devastatori di Roma non facessero parte di “Brigate per la purezza della razza”. Ma non riesco a non cogliere un agire politico di questa gente, fomentato dalle connivenze (il sindaco di Verona frequenta i cortei neo-fascisti) e favorito da chi minimizza. Il balordo è quello che devasta qualasiasi cosa si trovi davanti; ma già se indirizza il suo devastare verso esercizi commerciali gestiti da stranieri, allora non è più un balordo e basta: è un pericoloso razzista violento, che va isolato, punito e (secondo la mia sensibilità) condannato, dopo il carcere, a qualche annetto di servizi sociali – in Darfur.

SM da i numeri

Ho deciso di pubblicare le statistiche di questo sito, mensilmente in una categoria apposta – stats. Per diverse ragioni: intanto perché è comunque una informazione. Poi perché  un dato che mi chiedono spesso, anche qualcuno di voi, utenti davvero unici. E infine perché non è mai bene eccedere con uno sport che non so a voi, ma a me riesce benissimo: darsi la zappa sui piedi.

mese pagine viste utenti unici visite
Marzo 2008 104.177 14.413 61,298
Aprile 2008 105.465 12.432 72.206

Bim Bum B.A.M.

Piccoli studenti crescono. Dopo tre anni di corso, i primi allievi del corso di Sound Design dello IED stanno per diplomarsi. La cosa è emozionante, e per loro è certamente un giro di boa importante. L’impegno finale è legato alle tesi; io in particolare ne sto seguendo due. Dell’altra, che pure dovrebbe dare adito a qualcosa di pubblicabile in rete, vi parlerò più avanti. Stavolta voglio presentarvi l’ottimo lavoro svolto da Andrea Recla (per gli amici Delong) su un argomento affascinante ed esoterico: il circuit bending, la versione fisica (e musicale) dell’hacking. Se non ne sapete proprio niente e siete curiosi, parte della sua tesi è proprio legata alla divulgazione sull’argomento, in un blog dedicato. Si, chiama, come la tesi, B.A.M. – bending ambient music. Chi si aspetterebbe, da una tastiera come quella che vedete, una musica così?

Costituzionalmente fascisti

Sarò pure un ingenuo, ma devo dire che mi sorprendo ancora. Cioè, io lo so che il governo è di estrema destra, che è composto di persone culturalmente rozze, che (malgrado l’incredibile condiscendenza delle opposizioni) cercherà di farci la pelle, a noi che siamo diversi. Fattostà che una frase come “non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili” non me l’aspettavo. Non è che mi sorprende, mi terrorizza – e non mi pare tanto diversa da altre possibili frasi simili:

*) “Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie sterili, visto che costituzionalmente sono sterili”.

*) “Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere i punk, visto che costituzionalmente sono inutili”.

*) “Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere gli immigrati, visto che costituzionalmente sono stranieri”.

Che lo dica il Ministro per le pari opportunità mi pare stratosferico, ma è ovvio (stavolta solo un po’ più di altre) che questi sono pupazzi e pupazze comandate da un ventriloquo. Servirebbe un’opposizione come si deve, ma non c’è – anche perché nel PD c’è chi concorda con la Ministra. E nel mentre, l’Europa si allontana sempre di più, e ci fa ciao ciao con la manina…

Mi raccomando: il 28 giugno tutti a Bologna, al pride.

Hinterland romance

Aggiorno d’oggi

Ogni mese, puntuali come la primavera (quindi non puntualissimi), arrivano gli aggiornamenti delle rubriche cartacee (aprile), e in particolare una invocazione elettorale inascoltata (o forse invece ascoltata?) uscita su Rumore, e una breve storia del concetto di vuoto e pieno in musica scritta per Insound. Rolling Stone, che ospita la mia rubrica Alt Sex, ha pubblicato sul sito un pezzo intitolato Myspace di ’sta cippa, uscito a marzo. Buona lettura.