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Archivio del mese April 2008

Killeraggio sessuale

Certe volte è complicato essere solidali, specialmente se l’oggetto di questa simpatia è uno antipatico. Fattostà che ogni volta che leggo o sento parlare del “pervertito sessuale sadomasochista” Max Mosley mi torna su l’amaro. Mr. Mosley, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, è stato beccato (con un video diffuso in rete) mentre partecipava a “Un’orgia in stile nazista con cinque prostitute. E poi ancora fruste e divise naziste, ordini impartiti in tedesco.” (I dettagli qui)

Resto convinto che quello che si fa tra adulti consenzienti sia sempre lecito; e francamente la questione dello stile nazista mi lascia piuttosto indifferente. So (per sentito dire, per esperienza diretta e attraverso l’enorme letteratura esistente sull’argomento) che le nostre fantasie sessuali non sottostanno alle nostre convinzioni etiche e/o morali, anzi. Non si spiegherebbero altrimenti le complesse fantasie di violenza che albergano nella mente di un sacco di persone perbene – incluse moltissime donne. Naturalmente i confini sono fondamentali: consensualità dei partecipanti e consapevolezza dei limiti del gioco sessuale.

Due elementi forse involontariamente ma perfettamente sottolineati da tutti i media che hanno dato la notizia (in maniera orrenda e con un linguaggio esecrabile): non solo tutti i partecipanti erano consenzienti (le donne erano addirittura professioniste), ma la coscienza dei limiti del gioco risulta certissima, aldilà di qualsiasi dubbio: “Alla fine le ragazze brindano e fanno festa mentre Mosley, una volta rivestitosi, prende il the e poi lascia l’appartamento, che si trova poco distante dalla sua abitazione, tornando alla vita di tutti i giorni.”

A Max Mosley quindi va tutta la mia solidarietà. Tra l’altro ha anche deciso di non dimettersi e di battersi: “Nella maggior parte dei Paesi e’ illegale diffondere dettagli sulla vita privata di una persona”, scrive Mosley, “la pubblicazione fatta da News of the world e’ un’intrusione inammissibile nella mia privacy ed io perseguiro’ penalmente il giornale”. Bravo Max, sarai antipatico ma hai ragione da vendere.

2015, fuga da Milano

Con uno sforzo combinato e bipartizan, la classe politica italiana (che evidentemente non abita a Milano) ha unito le forze con quella milanese (che ci abita ma evidentemente non ci vive, non ci prende l’autobus, non ci fa la spesa, non ci cerca casa in affitto) per portare a casa questo straordinario risultato: l’expo del 2015. Questo, credetemi, è un guaio spaventoso. Milano infatti è alla canna del gas da molti punti di vista, e avrebbe bisogno di tutto un altro genere di approccio per riprendersi: i servizi sono penosi, il trasporto pubblico è all’anarchia, le periferie sono davvero slum senza futuro. Tutti questi problemi adesso passano in ventottesimo piano (in secondo c’erano già da anni, e sono via via scesi), mentre la priorità oggi diventa la cosmesi urbana pro-expo: un disastro.

Insomma, Milano è andata, finita, morta. Semmai steste pensando di trasferirvici, come ho fatto io nel ‘91, lasciate perdere; qualsiasi capitale europea (incluse Lisbona e Atene e presumibilmente anche Sofia e Bucarest) offe un’atmosfera culturalmente assai più stimolante (qui le uniche zone culturali rimaste sono la settimana della moda, quella del mobile e i convegni medici) e un quadro sociale certamente meno degradato. Va però riconosciuto un fatto incontestabile; in poco meno di 15 anni le varie amministrazioni di centro-destra sono riuscite nel loro intento: azzerare la creatività, spegnere qualsiasi forma di diversità e eliminare le varie culture che una volta popolavano Milano. Bravi, complimenti davvero.

PS (ore 14:18): Mi sovviene un parallelo ovvio: l’expo di Milano è l’equivalente del giubileo romano. Qua si giubila per un Dio diverso, e cioè il business, ma il risultato sarà lo stesso: che ci ha guadagnato il romano medio dall’anno santo del 2000?