Skip to content
Archivio del mese April 2008

Liberescion song

Sapevo dell’esistenza dei circolo della libertà, quelli della Brambilla. Immaginavo che avessero un sito web, latvdellaliberta.it. Ma non pensavo che avessero una televisione (un’altra?) “in diretta su Sky e su 40 tv regionali” e uno splendido inno che vorrei dedicarvi, in questo 25 aprile:

Inno dei Circoli della Libertà

Voglio difendere la mia liberta’
per sognare la felicita’
e canta insieme a me
la forza e’ dentro te
difendiamo tutti insieme
il sogno che c’e’ in noi
la liberta’ vola con noi
e’ il sogno che aiuta a vivere
la liberta’ e’ dentro noi
piu’ grande e’ la forza dentro l’anima
l’orgoglio dentro me, e’ come un fuoco che
fa volare la mia liberta’
e il grande sogno va
dentro nell’anima
e cantiamo tutti insieme
il sogno che c’e’ in noi
la liberta’ vola con noi
e’ il sogno che aiuta a vivere
la liberta’ e’ dentro noi
piu’ grande e’ la forza dentro l’anima
la liberta’ vive con noi
e’ il fuoco che aiuta a vincere
la liberta’ e’ il sogno che
per sempre e’ la forza dentro l’anima
la liberta’ vola con noi
piu’ grande e’ la forza dentro l’anima

Entusiasta? Scarica da questa pagina la vocal version, il karaoke o la suoneria.

Scontro di titani

Magari l’avete già visto; a me pare esilarante per almeno tre motivi. Bush che canta Imagine (o Walk on the wild side di Lou Reed) già fa ridere di suo. Il montaggio audio è splendido, tecnicamente e espressivamente. E infine l’idea di mischiare un capolavoro di buonismo cosmico come il classico di Lennon, e Walk on the wild side (inno del cattivismo stradale), è inesorabile.

Agri Cultura

Mi scrive Fumo, il mio personale “commissario straordinario per la letteratura latina, le occupazioni abusive e l’agricoltura del terzo millennio”:

Anche Fuksas però dovrebbe dare una ripassatina alla letteratura antica. La frase del berlusca contestata era “preferisco essere il primo qui tra voi che il numero due a Roma” ed è stata attribuita da Plutarco a Cesare nell’ opera “Vite Parallele”, una fonte piu´anedottica che attendibile ma comunque niente a che fare con Cicerone.

Nel ringraziarlo, colgo l’occasione (essendo tra l’altro oggi la “Giornata nazionale dell’agriturismo”) per ricordarvi il suo posto, l’agriturismo il Tufo: un posto bello davvero, gestito da persone a posto (Eva e Fumo, per l’appunto) e popolato da animali davvero amichevoli – incluso, ogni tanto, anche me.

Ignorantocrazia

fkss.jpgEcco il mio eroe di oggi: Massimiliano Fuksas. Se non avete visto la puntata di Anno Zero non sapete cosa vi siete persi. Alla domanda sulle ragioni dell’attuale situazione politica ha risposto: (cito a memoria) “L’italia è un paese rozzo e ignorante; il numero uno di Telecom, uno che prende un milione l’anno, ha recentemente citato la battaglia di Waterloo (pronuncia Uaterluu) come una grande vittoria di Napoleone. Non solo è stata la sua maggiore e definitiva sconfitta, ma si pronuncia Waterloo (Vaterloo), essendo in Belgio. A uno così lo bocci in quinta elementare. Berlusconi cita Cesare e invece è Cicerone; nessuno dei politici sa che l’algebra è arrivata in europa dal mondo arabo nel 1200.”

Grazie Fuksas, la faccia di Di Pietro (che non sa come si pronuncia Waterloo, e anche se lo sapesse non ci riuscirebbe) mentre glielo diceva è stata impagabile. L’unica risposta che ha saputo dare ha confermato una mia antica certezza: “Tutti i saperi sono importanti, anche quello di coltivare un ettaro di terreno. Io vado fiero di saperlo fare.” Adesso sappiamo a cosa sono state sottratte le sue braccia.

A gambe levate

stmrllr.jpgVorrei dire una cosa dura e controversa, una volta tanto sapendo di farlo (che di solito mi sgorgano spontanee, e spesso non me ne rendo conto). Quando, alcuni mesi fa, ho annunciato di voler spostare il baricentro linguistico del mio lavoro sull’inglese, e la mia residenza altrove, ho ricevuto molti commenti. Alcuni di solidarietà, altri più delusi, quasi come se abbandonassi una battaglia.

Bene, oggi io penso che per chiunque faccia un lavoro anche solo minimamente creativo, emigrare sia diventato un dovere, una condizione non così diversa da quella del rifugiato politico, o del profugo. Non so se il messaggio ci potrà arrivare più chiaro di così: qui è finita, the end, chiuso. Questo paese è aldilà di ogni possibile rimedio, e chiunque pratichi la diversità (in campo umano, professionale, creativo) verrà inesorabilmente spianato con lo schiacciasassi. Quindi andarsene non è soltanto un dovere verso se stessi, verso le proprie capacità e potenzialità, ma oggi è una dichiarazione di orgoglio, una mossa da rivendicare. E non c’entra Veltroni: se avesse vinto lui, ma con questa legge elettorale e quindi questo parlamento, il discorso sarebbe lo stesso.

Non è una fuga: è la presa d’atto che questo paese, a differenza di molti altri, ha scelto la barbarie, la rozzezza e la bruttezza. E’ con la fronte alta che bisogna andarsene, sbattendo la porta e assicurandosi che sia ben chiusa. Non gli serviamo, non ci servono, sono orrendi, manco fingono di rappresentarci più: basta.

Mannaggia alla stessezza

I risultati elettorali li abbiamo visti tutti, c’è ben poco da commentare. Ma la composizione del nuovo Parlamento mi fa un po’ tremare i polsi. Tutti i politici infatti si sono felicitati della semplificazione del quadro politico: solo 5 o 6 partiti, tutti un po’ di centro. Ma non al governo, dove effettivamente un po’ più di compattezza funzionerà, ma in Parlamento – dove appunto si parla, si discute. Gli sbarramenti al 4 e 8% (il 4% dei voti sono circa 2 milioni) certamente semplificano il quadro politico, ma eliminano voci importanti e una rappresentanza essenziale. In una scena politica già asfittica, dove le novità sono poche e prevedibili, questo mi sembra un ulteriore passo indietro in una direzione che non mi piace: meno opinioni e più efficienza, meno idee e più fatti, meno rappresentatività e più stessezza – la vera iattura del XXI° secolo.

Viva la verza

Il consueto aggiornamento delle rubriche dei mensili stavolta comprende un articolo sul porno vintage (da Rolling Stone Italia), uno su due effetti classici (Echoplex e Eventide, da InSound) e un Avviso di Chiamata (da Rumore) che ha già fatto incazzare diversi di voi (sempre carinamente però, come si deduce dai commenti che ho pubblicato): parla infatti dei vegetariani.

Little Big Bergamo

L’avevo visto in giro per Milano ma non ero riuscito a fotografarlo; poi ieri mattina un militante della Lega Nord (che ringrazio) ne ne ha lasciata una copia nella buca delle lettere. Infine, grazie alla rete, ho trovato una versione digitale di questo manifesto.

lgind.jpg

Mille pensieri e immagini si affacciano alla mia mente mentre contemplo questo sublime manufatto: il copywriter che ha coniato la frase (e sintetizzato il concetto), il grafico che, noncurante di cose da terroni come la risoluzione delle immagini, ha partorito questo capolavoro di comunicazione visiva. E ovviamente il militante leghista che legge e approva… Eppure c’è del sublime: chi di noi sarebbe stato così creativo da paragonare i gommoni albanesi alla Niña, la Pinta e la Santa Maria?

Tarocco e strafottente

Probabilmente già sapete la storia della lista dei Grilli Parlanti, che candida come capolista al Senato un omonimo di Beppe Grillo (Giuseppe Grillo detto Beppe, di Bra). Fino qui tutto normale, o meglio tutto ridicolo – quindi normale, essendo in Italia. Ma perfino da noi a volte si esagera. Ecco il retro della cartolina elettorale di questa lista:

grlltrcc.gif

Insomma: se gli elettori italiani fossero stufi di essere presi in giro dai soliti politici, adesso possono farsi menare per il naso da una nuova categoria: i furbetti del parlamentino.

Milano sempre da bere

Se dico “ambiente lombardo”, il 99% di voi pensa a una zona industriale, ai fiumi inquinati o alla tragedia dell’Icmesa di Seveso. Poi invece esiste una Lombardia eccellente: le montagne, le valli, etc. Però l’aggettivo “lombardo” applicato al cibo non evoca in me alcuna emozione ecologica, o pensieri di particolare purezza. Sembravano pensarla così anche i miei concittadini, almeno fino al disastro dei rifiuti in Campania, quando sui muri di Milano sono comparsi (con esemplare tempismo) questi manifesti:

cntrltt.jpg

Come appunto se la Lombardia fosse l’arcadia. E poi, dato che qui a Milano le polveri sottili superano spessissimo la soglia consentita, il bianco della foto dovrebbe essere grigio smog. A proposito, mi raccomando, non facciamo mancare il nostro sostegno ai produttori di Mozzarella di Bufala campana, alfieri di uno dei cibi più buoni del mondo.