Vi ho già parlato di Armando Adolgiso – precisamente qui. Invitandovi (oltre a diffidare di lui) a scaricare senza indugio il PDF di Film senza film, libro a suo tempo uscito in libreria e quindi riproposto gratis in formato elettronico. Non pago, Armando ha recentemente ripubblicato in rete un altro dei suoi libri, Il resto è silenzio, dell’82. Vi basti sapere che, a mio avviso, ha la trama più perfetta della storia della letteratura italiana, e forse mondiale.
Disastro Libico
Se avete Google earth, scaricatevi questo luogo e dategli un’occhiata: è in Libia, e sembra il teatro di una sciagura… Ma che sciagura? Si accettano scommesse.
Col tuo culo
Ormai le invocano tutti a gran voce (e Prodi probabilmente si tocca ogni volta): le elezioni anticipate sono il grande tormentone di questa legislatura. Ha iniziato Berlusconi praticamente il giorno dopo averle perse, e da allora è un rosario. L’ultimo è il mio cover boy di questa legislatura, lo splendido Clemente: “La situazione della maggioranza e del governo si sta progressivamente deteriorando. O si ritrova lo spirito della coalizione o è meglio andare a votare in primavera.”
Peccato che le elezioni costino un botto di euri. Non so dire esattamente quanto; qualche anno fa si parlava di 200 miliardi (cioè 100 Milioni di €), che probabilmente è solo il costo della macchina organizzativa; poi ci sono i rimborsi elettorali, circa 50 milioni l’anno graziosamente divisi tra i partiti. Insomma, resta vero il crudo ma geniale proverbio (credo ligure): sono tutti froci col culo degli altri – specie col nostro.
Al, facce Tarzan
Dice Al Gore, premio Nobel per la pace, in un appassionato articolo (uscito sul Times e ripubblicato da Repubblica) sul destino climatico del mondo:
Per gran parte della nostra breve storia, gli Stati Uniti e il popolo americano hanno garantito al mondo la loro leadership morale. Il Bill of Rights, i principi democratici inscritti nella Costituzione, la sconfitta del fascismo nella Seconda guerra mondiale, la vittoria sul comunismo e la conquista della Luna, sono tutti risultati della leadership americana.
Una volta di più, noi americani dobbiamo unirci e premere sul nostro governo perché raccolga questa sfida globale. La leadership americana è una precondizione per il successo.
Un passaggio che mi lascia piuttosto perplesso: infatti credo che il 99% dei problemi che oggi affliggono l’America nelle sue relazioni col resto del mondo sia dovuto proprio al profilo troppo alto (e alla conseguente protezione di generici interessi americani in tutto il mondo). Quello di cui, mi pare, il pianeta ha bisogno è meno leadership americana (e meno frasi come questa) e più collegialità: soprattutto nella mentalità statunitense media (che mal sopporta l’idea che ci siano altre mentalità diverse dalla sua, come ad esempio la tua). E mi chiedo: come mai Al Gore si sente in dovere di dire a noi (e ai suoi concittadini) che “la leadership americana è una precondizione per il successo”?
Nuova destra?
La data di oggi è da sempre stata celebrata nella memoria della mia famiglia. Durante la guerra i Messina abitavano dietro largo Arenula, a due passi dal ghetto ebraico di Roma; e nel 1943 furono testimoni della deportazione degli ebrei romani – i loro vicini e molti dei loro negozianti. Di oltre 1000 persone portate via ne fecero ritorno soltanto 15.
Proprio pochi giorni fa il neonato movimento politico di Francesco Storace (che non linko ne’ nomino per pudore) ha proposto la consegna di stampelle ai senatori a vita, tra cui Rita Levi Montalcini (il cui parrucchiere andrebbe invitato alla biennale scultura). Motivazione ufficiale: “Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no?” Ma i veri sentimenti di questa gente sono saltati fuori nelle pagine del loro forum: “La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosiddetti. E´ irritante, di profilo anche più odiosa. Che ci fa al Senato? Le darei un incarico politico nel ghetto.”
Come mai nessun magistrato interviene? Non mi pare nemmeno necessario mandarli in galera: un gran tour dei campi di concentramento, a calci nel culo, probabilmente basterebbe.
Realcore a Roma

Finalmente Realcore approda a Roma. Accade venerdì 19 ottobre all’ESC Atelier Occupato, Via dei Reti 15 (San Lorenzo), alle ore 22. L’ingresso è libero, e la serata (intitolata Pop Porn) continua con Flesh/Latex (compilation della net label Spacelab2), il live di C34, il Dj set di Silly Spectro con visuals a cura di Nikky/Infidel.
Sapere, saprugne e sbadigli
Ieri, dopo tanto tempo, sono stato flammato in una mailing list (da flame, fiamma, termine non bellissimo che descrive uno scambio aspro via web). Poco male, l’ho fatto anche io in passato, e chi la fa l’aspetti. Però devo dire che il linguaggio mi pare sempre più rilevante. Si parlava dei Radiohead, e io ho detto che sencondo me il futuro della distribuzione digitale della musica sta in tariffe flat che consentano di scaricare tutto. Continuo a trovarlo un buon compromesso, considerato che molti (tra cui il mio flammatore, credo) pagano 30/40 euro al mese per una connessione a banda larga che gli consente di scaricare musica “gratis”. Non è d’accordo questo raffinato polemista: “Per me il sapere come la sanita e l istruzione devono essere gratuiti tu invece stai a proteggere la mangiatoia dei pochi eletti.”
Per anni ho sopportato questo linguaggio, convinto che il problema fosse solo formale, espressivo, linguistico. Ma mi accorgo che mi sbagliavo, e ora mi chiedo: Ma quale sapere? L’ultimo disco dei Radiohead adesso è sapere? E pure Zucchero o Nek? Ma di che cosa stiamo parlando? Vogliamo cambiare il mondo, o dare aria ai nostri denti militanti (per poi morire con le major)?
Quello di cambiare il mondo resta un obiettivo molto attraente; ma, oggi capisco, non a qualsiasi costo. Tra sentire Enzo Mazza (presidente della FIMI, la RIAA italiana) dire che le major investono in ricerche, e queste sciocchezze ideologiche sul sapere non so cosa sia più irritante. Restano scolpite nel marmo le profetiche parole di Frank Zappa:
Information is not knowledge. Knowledge is not wisdom. Wisdom is not truth. Truth is not beauty. Beauty is not love. Love is not music. Music is the best.* Meglio della Fimi, ma anche di questo comunismo da operetta.
* L’informazione non è conoscenza. La conoscenza non è saggezza. La saggezza non è verità. La verità non è bellezza. La bellezza non è amore. L’amore non è musica. La musica è il meglio.
PS: non apro i commenti per evitare una polemica infinita. Se il flammatore volesse replicare, può sempre registrare una replica in mp3 e poi condividere con noi questo suo sapere attraverso le reti di file sharing.
Consulenze impossibili
Vi segnalo questo bellissimo articolo di Sebastiano Messina (no, non siamo parenti) apparso su Repubblica di ieri. Racconta della selva di consulenti del nostro governo. Una nota di economia tecnologica. L’articolo in questione non pare reperibile sul sito di Repubblica (salvo forse a essere abbonati elettronici paganti); infatti ho linkato la copia cache presente su Google. Ma a Repubblica non hanno dei webmaster amici che gli spiegano queste cose? E soprattutto: non farebbero meglio a fare come Wired (o come Rolling Stone Italia) e mettere online l’intero archivio gratis?
PS (11/10): Anche la cache di Google scade (o forse a Repubblica leggono questo blog). Però ci soccorre il sito della Camera, dove potete scaricare l’articolo in PDF. Grazie a Paolo per la segnalazione.
Giudizio unanime
Torna alla ribalta, grazie alla citazione di Mastella, lo Scandalo Lockheed. Aldo Moro, allora (credo) presidente della DC, la difese così in parlamento: “Non ci faremo processare da tribunali di piazza”. Lo scandalo Lockheed è stato il primo vero svelamento di come va il mondo per una certa classe politica e imprenditoriale. L’enciclopedia Sapere ne parla alla voce corruzione politica:
1975-1976 Italia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Spagna e Giappone. Scandalo Lockheed: l’industria aeronautica americana Lockheed riconosce di aver pagato a esponenti politici di vari paesi somme per oltre 24 milioni di dollari per favorire l’acquisto di propri aerei. Nei Paesi Bassi il principe consorte Bernardo deve dimettersi dalle cariche pubbliche ricoperte, in Giappone l’ex primo ministro K.Tanaka viene imprigionato (1976), in Italia, vengono condannati esponenti dell’Aeronautica Militare e l’ex ministro della difesa M.Tanassi (III. 1979).
La storia e la giustizia ci mettono sempre un pò, ma costituiscono tribunali certamente più affidabili della piazza – specie se concordano.
PS: Mi scrive il mio amico Fumo che la citazione di Moro è inesatta. Ha ragione, quella giusta è: “Non ci faremo processare nelle piazze”.



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