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Realcare/Realcore

Amsterdam Weekly, il free press cittadino dedicato a arte e spettacolo, contiene una lunga presentazione di Realcore (in inglese). Notate con quanta cura la giornalista (Dara Colwell, thanks again) si è documentata per scriverlo. Lo trovate qui in PDF (8mb).

Zone Temporaneamente Quiete

Una delle cose che apprezzo di più dell’Olanda, paese tradizionalmente considerato permissivo e tollerante, sono i divieti. Ce ne sono alcuni per noi esotici, ma quasi sempre condivisibili. Quello a sinistra lo conoscevo. Quello a destra non l’avevo notato.

Ammirevolmente esposto in molti caffè, e in quasi tutti i coffeshop, garantisce delle isole libere da grida insensate, in un paese dove comunque il cellulare si usa con molto più giudizio e parsimonia che da noi. Grazie della tolleranza, ma grazie anche del rispetto per voi stessi, noi stessi, tutti. Perfino imposto da un divieto.

Con Matarrese in Europa

Poi sembra che quando parlo dell’Olanda sia tutto bello (e questo fa giustamente molto ridere i miei amici olandesi); gli esempi però sono moltissimi. La politica, ad esempio: lì è tumultuosa quasi come qui (al momento c’è un governo tecnico), ma con dei risvolti intensamente diversi. Un notevole drappello di deputati di destra è dichiaratamente, orgogliosamente gay. Anzi, pare che gli omosessuali olandesi siano perlopiù di destra (vedi anche questo mio articolo). La ragione è piuttosto semplice: sono fieri delle conquiste sociali dell’Olanda (intera, destra e sinistra) e vogliono conservare questo stato di cose, messo in pericolo dalla sinistra, più tollerante sull’immigrazione. Il problema degli immigrati è che sono quasi sempre persone con tutta un’altra impostazione culturale, e che il matrimonio tra maschi – per esempio – gli fa schifo.

La battaglia sulla insindacabilità delle scelte individuali (droga, eutanasia, religione, sessualità, ecc.) è tradizionalmente una battaglia della destra. Quindi in Olanda, che ha dei difetti ma non difetta quasi mai di logica, la destra è di destra, la sinistra è di sinistra e i cittadini godono, un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Con la sinistra migliora lo stato sociale, mentre la destra spinge verso il liberismo – in tutte le sue forme, belle e brutte. Insomma, si fa della Politica.

Qua invece torna (?) Matarrese. Per i più giovani ecco una scheda biografica, evidentemente redatta dal suo ufficio stampa, nella quale brilla un paragrafo perfetto:

“E’ stato vicepresidente vicario della Lega (nella prima “legislatura” Galliani, dal 2002 al 2005), carica creata appositamente per lui.”

Un ritorno quasi incredibile, se non fosse ovvio.

Il cinema in cielo

In Olanda ci torno a Ottobre, e forse tra un po’ ci vado a vivere. E’ un buon posto, almeno per me. L’ultima conferma l’ho avuta il giorno prima di partire: de Waag (il centro culturale nel quale ho fatto Realcore mercoledì scorso) mi ha offerto l’uso della casa che tengono per ospiti e artisti, residenti e di passaggio. E’ proprio su Nieuwmarkt, e dalle tre finestrone del soggiorno si vede quello che vedete qui sopra (panorama: cliccare per ingrandire, e scrollare per vedere tutta l’immagine). Una cosa da togliere il respiro, e indimenticabile.

Mille grazie innanzitutto a Marije Janssen (la mia curatrice), e a Nat Muller, Impakt, Waag Society. Uno speciale ringraziamento a Floor e Sam del Waag. E bentornati su Fosforo, che smette di essere il blog delle mie ferie e torna ad essere (almeno leggermente più) rilevante.

Take away ganja

Per gli Olandesi i Coffeshop sunzionano esattamente come da noi i tabaccai: a nessuno verrebbe mai in mente di fermarcisi a fumare (salvo variazioni in peggio dell’attuale regolamentazione italiana). Entrano, comprano e se ne vanno, guardando con curiosità (e, a volte, con disprezzo) i consumatori ai tavoli. Nelle città meno turistiche esistono dei Coffeeshop senza sala, minuscoli: un banco con dietro il commesso, e basta. Utrecht, che è veramente bellissima ma non molto frequentata dal turista rapido, ne ha almeno due così, in pieno centro. Gran parte dei locali infatti acquista joint già fatti (mentre il turista non si fida). D’altronde sarebbe lo stesso anche da noi, se fosse tollerato: proprio come dal tabaccaio.

Un soldino ai maggiorenni

Sono a Utrecht, dove domani faccio Realcore. Ieri ho scoperto la soluzione olandese a un problema di cui si è parlato anche da noi: l’accesso alle macchinette che vendono sigarette da parte dei minori di 16 anni. Qui le hanno piazzate ovunque, ma non con accesso dalla strada: nei bar, ristoranti, coffeeshop, ecc. Per comprarle, oltre ai soldi, bisogna inserire nella macchina una monetina speciale, che si ritira alla cassa dopo aver dimostrato di avere compiuto 16 anni. Un metodo arzigogolato ma efficiente.

PS: L’azienda tramviaria di Amsterdam è economicamente in attivo, benché in ogni tram viaggino due dipendenti: l’autista e il bigliettaio. O forse il motivo è proprio questo.

PPS: Ieri sera è andata di lusso.

Le parole pesano

Insomma domani ho la prima data olandese vera e propria, brrrrr. Accadrà in un edificio che ho sempre ammirato per forma, collocazione e destinazione d’uso. E’ il Waag, o meglio De Waag: la bilancia. Si tratta della pesa pubblica storica di Amsterdam; solo che in un paese di commerci come l’Olanda, il peso ufficiale, il chilo-chilo diventa una questione fondamentale – e simbolica. E infatti De Waag è stato costruito proprio per rappresentare l’ufficialità del suo ruolo. Al centro di una delle grandi piazze della città (che non ne ha molte, e alcune sono deturpate dal turismo, come Dam o Rembrantplein) hanno realizzato un castello, una piccola meraviglia che ancora oggi incute rispetto e suggerisce ufficialità. Solo che da qualche anno il Waag è diventato un caffè e un centro culturale focalizzato sui nuovi media.

Mi dicono che sia assai probabile che la conferenza venga messa in streaming A/V sul sito del Waag, e comunque sicuramente sarà disponibile in downloading dai giorni successivi, a questo indirizzo: http://connect.waag.org/

Statua a metano

Jean-Pierre Minkelers
Maastricht 1748 – 1824

Inventore dell’illuminazione a gas

Real Nederland

Vi ricordo che non sono in Olanda in vacanza (e basta) ma che ho ben due repliche di Realcore nella prossima settimana: mercoledì 23 al Waag di Amsterdam (alle 8 pm), e venerdì 25 a Utrecht, al festival Impakt, presso il Centraal Museum. Inoltre grazie per le molte visite al blog di Realcore – il Realblog.

Trattato di Maastricht

Sono a Maastricht, ultima città di vero confine in Europa: infilata tra Belgio e Francia, ma pur sempre orgogliosamente Olanda, Maastricht vive e prospera grazie al proibizionismo dei paesi vicini: il Belgio, a 15 km, e la Germania a circa 30. Quindi ogni sera, specie nei weekend e durante le vacanze, arrivano qui torme di cannisti (e bonghisti, e narghilisti) da tutto il centro Europa. Non ho mai visto nessun negozio con tanta fila come i Coffeeshop di Maastricht (tant’è che ci ho scritto un articolo per Rolling Stone), tranne forse l’apertura della prevendita di Vasco. Ma i locali, da sempre fontalieri e commercianti, non fanno una piega: gliela imbustano, grazie e arrivederci.