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Post della categoria mondo quark.

Hot Dogg

C’è pochissimo da aggiungere, se non delle informazioni: l’album di Swamp Dogg è del ‘70, e il titolo Total Destruction to your Mind è perfetto. Devo dire che l’ascolto non regge il confronto con la copertina. Qualcuno sostiene che quella del suo successivo album, Rat on! sia la più brutta della storia della musica, ma io dico che se la gioca con questa. Dogg ha anche un sito personale, e secondo me se lo pagate bene lui viene a suonare al vostro matrimonio in questa tenuta, completa di camion della monnezza con divanetto riciclato, barile arruginito traforato da proiettili e calzerotto bianco sotto lo stivaletto – con calzoncino color carne.

Non è un paese per giovani

Il New York Times stamattina parla di noi: “Is Italy too italian? From Taxis to Textiles, Italy Chooses Tradition Over Growth.” L’analisi è molto interessante, e la conclusione tremenda: scegliamo la tradizione e non la crescita, che è un po’ quello che scrivevo su Rumore (in modo più punk e assai meno documentato) qualche mese fa, e non ci aspetta un bel futuro. Il mio consiglio è di preparare i passaporti.

Oracoli moderni

E’ da un po’ di tempo che vedo questo genere di pubblicità; in televisione (dove Mtv ha un vero e proprio programma intitolato Love Test: “Invia il tuo nome e quello del partner al…”) e adesso anche su internet. Di fronte a queste cose improvvisamente mi si palesa il paesaggio psichico dei poveri mentecatti che usano questi servizi, e mi manca il fiato. Ma poi capisco tutto: Dio, il Demonio, il Divino Otelma e il polpo Paul. Di fronte a “Invia il tuo nome e quello del tuo partner” diventano di colpo tutti assai probabili. Ma veramente esiste gente che invia il suo nome? E a questi che gli puoi fare? Rimandarli a scuola? La psicoterapia? Tante coccole e antidolorifici?

Dio polpo

Torno brevemente sulla questione del polpo Paul – che ha scatenato l’immaginazione di molti continuando a azzeccare pronostici sui mondiali. Prendiamo una decisione. O:

• il polpo Paul casualmente indovina i risultati, avendo ogni volta il 50% di probabilità di prenderci. In questo caso perché il maledetto animale domina stampa e televisioni (italiane, non so altrove)?

• il polpo Paul è un oracolo divino, mandatoci da Dio nostro signore per indicarci la retta via. In questo caso come mai siamo così imbecilli da fargli domande così irrilevanti? Perché non “C’è vita dopo la morte?”, “Come risolvere la situazione in Medio Oriente?” o “Qual è il senso ultimo dell’esistenza?”

Kentucky fried massacre

Fosforo e il sottoscritto hanno il “piacere” di annunciare al paese l’esistenza del Double Down, nuova golosità dal Kentucky.

“Un panino unico, con due grossi filettoni di pollo fritto (o grigliato), due pezzi di bacon, due fette di formaggio e la salsa del colonnello Sanders. Questo prodotto è così carnoso (meaty) che non c’è spazio per il pane.”

Il nome deriva da una proprietà di questo panino: ne basta uno a uccidere due adulti.

Freedom of depress

Io sono sempre per la libera informazione, e sono pronto a fare da scudo umano, se necessario, affinché i quotidiani – specialmente quelli che lodevolmente tentano di raggiungere anche solo un minimo di autorevolezza – siano liberi sempre e comunque di pubblicare notizie anche scomode come questa:

Il polpo ha “parlato”: vince la Germania
Finora l’animale ha azzeccato tutti i risultati. Ma solo all’ultimo ha scelto il contenitore con la bandiera tedesca.

Ai quarti di finale tra Argentina e Germania vinceranno i tedeschi. La previsione arriva da una fonte al di sopra di ogni sospetto: il polpo Paul, 2 anni di età, ormai rinomato dato che ha azzeccato il risultato di tutte e quattro le partite giocate dalla squadra di Loew (le vittorie con Inghilterra, Ghana, Australia e la sconfitta con la Serbia). Dall’acquario di Oberhausen, dove vive, Paul ha dato anche questa volta il suo verdetto.

Prima di “decidere” da che parte stare (poteva scegliere tra due scatoline contrassegnate dalle due bandiere, con dentro due cozze) ha avuto una lunga esitazione, segno che il match sarà combattuto. La portavoce dell’acquario Tanja Munzig ha detto che la “predizione” di Paul è arrivata dopo un’ora di dura lotta interiore, se così si può dire. Solo quando gli organizzatori, ormai rassegnati, stavano per togliere dalla vasca i due contenitori Paul ha fatto un rapido balzo in quello della Germania, mangiandosi la prelibata cozza.

E nota bene: il polpo, seppure cresciuto in Germania, è nato in Inghilterra. Dunque, almeno in teoria, dovrebbe essere super partes. La sua carriera di “veggente” è cominciata nel 2008 quando indovinò l’80% dei risultati dei match disputati dai tedeschi all’Europeo.

Dispiace per la cozza, ma mi schiero a fianco del direttore De Bortoli, della redazione e delle maestranze del Corriere della Sera per il coraggio dimostrato in questa e in mille altre vicende: l’avessi pubblicata io ’sta notizia, m’avreste dato del coglione a vita.

(nella foto: il polpo Paul mentre spiega il senso della vita alla redazione del Corsera)

Gemma McLuhan

C’è una morale interessante e terribile nelle statistiche di Gemma del Sud, il cui video che vedete qui sotto ha fatto oltre 93.000 pagine viste in 3 giorni (novantatremila in tre giorni). Già, perché nell’economia della rete quelle sono 93.000 persone che guardano lo stesso video in poche ore. Che poi ridano o snobbino non importa. In fondo questa è anche la logica della viralità; a nessuno è davvero piaciuto l’infamissimo 2girls1cup, però l’abbiamo visto in milioni. Quindi in fondo avevo ragione quando, alcuni anni fa, teorizzavo che la vera bella televisione è quella orrenda, e più è brutta più è bella. Solo che non parlavo veramente della tv (benché la tv brutta resti tra le mie preferite, e quella “buona” spesso mi fracassi i maroni) ma forse di Gemma. Naturalmente per chi come me (o i miei studenti) produce oggetti, la sfida è insieme immane e terrificante: sapremmo costruire a tavolino un clip che faccia 30.000 views al giorno? Quindi onore a Gemma, che ha “inventato un’acconciatura bellissima” e se lo dice.

Apprendimento digitale

Cazzo: perché non ho i capelli? Inoltre: cosa fa la telecamera? Oscilla?

A oggi questo video ha avuto 54,282 views: è evidentemente già culto (insieme agli altri – immortale La Piastra).

Vernacoliere della Sera

Mi accorgo soltanto adesso della scelta “umoristica” del Corrierone per i titoli delle varie rubriche sul/dal mondiale Sudafricano (guardandomi bene dal leggerle). Si chiamano:

SMS Mondiali: minuto per minuto di Aldo Cazzullo
Gol and the City di M. Laura Rodotà
WWWZela di L. Valdiserri
Il Boero ripieno di Roberto Perrone
Pallone l’africano di L. Gelmini
Un giorno in Pretoria di L. Bottura

A parte il boero, che l’abbiamo capita in 7, e Cazzullo (che rimane sul semplice), gli altri sono… Come dirlo… Distanti dal mio retroterra culturale? Imbarazzanti? Raccapriccianti? Frutto della creatività di uno che si è detto: “Mmmm, WWWzela, è perfetto!” o “Di tutti il mio preferito è Gol & the city”? Di uno che ride dicendo “Un giorno in Pretoria”?

Bacati dentro

Essenso un utente Apple ormai da oltre vent’anni posso dire una cosa con certezza: l’azienda è notevolmente peggiorata negli anni, fino a raggiungere livelli di inconsapevolezza davvero stratosferici. L’ultima, di ieri, fa ridere, piangere e sperare che Cupertino sia teatro di una terribile sciagura stile voragine in Guatemala. Esce la nuova release del sistema operativo per Iphone, che promette mille meraviglie e altrettante novità. Lo scarico, lo installo e cerco di capire come funziona. Di un manuale nemmeno l’ombra: solo quella irritante pubblicistica Apple priva di dettagli.

Intediamoci: il nuovo sistema operativo è una bufala. Hanno finalmente aggiustato alcune cose (tra cui un programma di posta che sembrava disegnato da un puffo tossicomane) e aggiunto alcune funzionalità che classificare come cazzate offende il membro maschile. L’unica vera novità è il multitasking: non più aprire e chiudere applicazioni ma, finalmente, funzionalità che vanno in background.

Naturalmente (questo lo capisce anche un tafano ubriaco che di cognome fa Jobless) diventa essenziale poter chiudere le applicazioni, che altrimenti continuano a girare sullo sfondo. Irrilevante se l’applicazione è passiva, fondamentale se invece continua a ciucciare batteria e traffico dati, come nel caso di Maps, che va col GPS. Ma quegli stilosoni di Apple figurati se accludono un cazzo di pdf con delle istruzioni: non sia mai, che poi la gente si spaventa. Quindi per scoprire come fare quit ho dovuto mettermi in rete e cercare nei forum, dove alla fine ho trovato la soluzione. Una soluzione, per niente intuitiva, nemmeno ventilata dal sito Apple (in modalità multitasking toccare insistentemente sulle applicazioni nel tray, come per eliminarle. dopo due secondi compare una piccola iconcina toccando la quale l’applicazione si chiude), che sembra sempre di più un’azienda Mediaset.

Il mio consiglio? Accattatevi un bel Nokia.