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Post della categoria media.

MIchele non c’è

Rientrato definitivamente in Italia, ieri sera mi guardo Anno Zero, puntata dedicata al caso Morgan. Un pollaio davvero pasticciato, con Celentano e Morgan in piena crisi ADHD, inesperti che parlano a vanvera, Mauro Pagani che cerca di dire cose sensate (e in parte ci riesce), mamme di tossici a serramanico, che – con rispetto parlando – è comprensibile che non abbiano opinioni ragionevoli (e che presentate a fine puntata sembravano più da Vespa che da Santoro), Barbara Palombelli che sbandiera una pasticca con “360 dosi di caffeina”. Grande assente la Riduzione del Danno, che pare essere l’unica politica nel mondo a dare dei risultati (non solo lo scambio di siringhe usate, ma i laboratori ambulanti che analizzano le pasticche, una chiara informazione sulle varie droghe, e naturalmente la decriminalizzazione del consumo). Nel programma invece si è lungamente dibattuta questa iniziativa del test antidroga ai parlamentari – con caccia alla strega risultata positiva e redattore che insegue i parlamentari chiedendogli: “Chi è il drogato?” Ributtante, considerato anche che questa singola positività lascia comunque il parlamento ben al di sotto della media nazionale (1 su 233).

Vorrei quindi (ri)dire che sono assolutamente contrario al test anti-droga obbligatorio per qualsiasi categoria di italiani, inclusi partecipanti a festival canori, chirurghi, tramvieri, piloti di aerei, insegnanti, deputati e senatori. Mi pare un’idea oscena e Giovanarda, che provoca una caccia al drogato veramente schifosa e che suggerisce un’idea sbagliatissima, e cioè che chi fa uso ricreativo di droghe non sia in grado di svolgere un lavoro normale (o anche meno: a giudicare dall’eloquio e dalla favella non mi pare che quello del parlamentare sia un mestiere particolarmente selettivo).

Mi stupisce che Santoro e tutti quei capelloni che comanda non si siano posti nessuno di questi problemi, realizzando un programma confuso, banale, incivile e retrogrado. Non è la prima volta che capita, ma ieri sera si è davvero toccato un fondo.

Divento mio fan

Una delle cose che mi urtano di più di Facebook è ricevere questi messaggi:

The Unbelievable Cazzons became a fan of The Unbelievable Cazzons on Facebook and suggested you become a fan too.

Non so bene in italiano come sia, ma mi pare assolutamente goffissimo. Cioè, ti apri il tuo fan club su FB, che già è un po’ così, e diventi il tuo fan numero uno. Dopodiché inviti i tuoi “amici” (che magari sono proprio tuoi amici) a diventare tuoi fan. Il meccanismo credo dovrebbe essere che qualcun altro tuo fan mi suggerisca di diventarlo, no? La cosa imbarazzante è che non sono solo The Unbelievable Cazzons (sestetto esordiente di speed-polka) a essere fan di se stessi, che lo capisco e lo giustifico, ma anche famosi professionisti e noti artisti italiani, che non nomino per gentilezza ma che – lo sappiano – tra me e me derido un po’.

PS: Il piazzamento di Vittorio Emanuele Filiberto Gianfrescobaldo di Savoia a Sanremo non mi sorprende nemmeno un po’. Come dite? Fa cagare? E’ un infame esempio di musica? E’ la cosa peggiore che abbiate mai sentito? Vorreste tirare patate crude agli interpreti? E che c’è di nuovo? Che l’anno scorso c’era Stravinski? Come mai ci si lamenta di Sanremo? Dopo 60 anni si spera che cambi? Non ci sono cause più interessanti per cui battersi che per un Sanremo migliore?

Crack factor

Dapprima ho detto: “Bravo Morgan, un po’ di onestà al mondo fa sempre bene.” Poi però ho pensato: “Vuoi vedere che questo coming out è stata una Cocaine Decision?” L’indizio me l’ha dato questa frase: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?” Eh Marco, scusa ma sì, e l’ho anche scritto, senza fare il tuo nome per carineria. Mi sembri di brutto uno schizzato, e malamente. Non solo, ma la frase: “La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri.” è una puttanata proprio gigantesca, specie se si parla di fumarsi la Coca Base, e sentirla dire a uno che con le droghe dovrebbe aver avuto qualche esperienza davvero intristisce.

E siccome sono pessimista, prevedo una disintossicazione venduta in esclusiva a Gente, magari con annesso reality (il format c’è già: Celebrity Rehab), una riabilitazione pubblica con abbraccio a Giovanardi e consacrazione finale dell’eroe che ha sconfitto la droga…

PS 1.40 pm (pacific time): Esce puntuale la smentita, virgolettata da Repubblica e quindi evidentemente un comunicato scritto, da Morgan o chi per lui: “Sono molto sconcertato ed amareggiato, anzi profondamente addolorato, per non dire disperato, per le frasi che mi sono state attribuite. L’intervista mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all’uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione. Forse mi è stata tesa una trappola e ci sono caduto ingenuamente. Non ho mai nascosto certe mie debolezze in quanto persona autentica e sensibile, quindi tutti sanno di certi errori commessi in passato di cui ho anche parlato con delicatezza nelle mie canzoni e non certo nel modo strumentale e errato dell’articolo”. (Le sottolineature sono mie)

In quanto persona autentica e sensibile, a questo punto Morgan inizia quasi a farmi pena.

Mormonista

Salvo che siate in Utah, luogo bellissimo ma scomodo e a tratti inospitale – specie in inverno – non vi trovate al Sundance (festival di cinema indie giunto alla 32esima edizione). In questo caso torna utile e piacevole Il Sundance Diary di Luca Celada, che blogga ogni giorno da Park City, e che di solito potete godervi a reti praticamente unificate nei Tg Rai: uno dei vantaggi di vivere in Italia (così non dite che ne parlo solo male).

‘Rcoddue

Ogni tanto guardo i giornali italiani, giusto per vedere che succede; e purtroppo succede sempre la stessa roba: “Bestemmia al Grande Fratello! Orrore! Peccato mortale! Il Codacons (che si conferma l’associazione di consumatori più molle del pianeta) e il Moige (che almeno fa ridere) insorgono! Espulsione!” Ho un solo commento:

QUESTO!

Sperando, un giorno, di poterla indossare anche da noi.

La Repubblica del Pisello

Poi apro Repubblica.it e ci trovo l’immagine e didascalia che vedete qui di fianco. Una merda. Che nel 2010 sia ancora ammissibile questo genere di ammiccamento è davvero insopportabile. E se glielo fai notare ti si risponde: “Una bella figa fa sempre piacere a tutti, no?” sottintendendo che sei un bacchettone. Insomma una merda. Repubblica poi dovrebbe essere un giornale vagamente di sinistra, mica il Bagaglino. E’ l’ultima dimostrazione che il nostro è un paese di merda, dove perfino l’opposizione è di merda, la stampa è di merda come la televisione, e chi impagina Repubblica.it non solo è evidentemente un maschio, ma uno che non ha capito un cazzo della modernità, del futuro e di come dovrebbe essere (ma non ce l’hanno delle donne che s’incazzano a Repubblica?) Non voglio vivere nel Berlusconismo, ma nemmeno nella palude di mediocrità ignorante e cafona perfettamente sintetizzata da quel “Che paracadutiste”.

PS: Rileggo e mi autocommento: è certamente un post violento, forse troppo. Però mi chiedo: come mai non c’è uno scatto di orgoglio generale su queste cose? Una Angela Finocchiaro che s’incazzi, una Bonino che manifesti, un Bersani che dica basta. Solo in Italia ci si permette questo tipo di ammiccamenti. Un conto è che li faccia Berlusconi, tutto un altro è che passino come espressione di italianità, come “Si sa come vanno queste cose”, “Tira più un pelo di figa che un carro di buoi”, “Una donna nuda è sempre bella a vedersi” e altra immondizia culturale di questo tipo.

Il signor Calore

Uno dei miei comici preferiti del mondo, nonché punto di riferimento artistico e umano, è Don Rickles – popolarissimo in America, pressoché sconosciuto da noi. In questo caso dipende dalla comicità non traducibile in altre lingue, un po’ come Totò. Rickles è l’ultimo grandioso rappresentante di una stirpe di comici lunghissima, che ha le sue radici nei Giullari medievali: l’arte dell’insulto, della ferocia faccia a faccia. In questo è insuperabile: sentirlo insultare le megastar dello show business, come Sinatra o Dean Martin, fa ridere e rallegra l’anima.

Adesso c’è un film (lungometraggio del 2008, di John Landis) che lo celebra. Si chiama Mr Warmth: the Don Rickles project, e l’ho visto ieri sera su Hulu (che è fantastico, ma funziona solo negli USA), e che trovate anche qui, in gloriosi 16/9 (ma non alla definizione di Hulu, che è proprio DVD), sempre con pubblicità.

Se invece volete un quick fix, sempre su Youtube potete godervi Rickles vs Ronald Reagan (allora Governatore della California), vs Johnny Carson e vs Letterman.

Come Britney, ma peggio

Mi segnala Luca, e vi giro che mi pare eclatante, la Top Ten 2009 delle gaffes di Berlusconi pubblicata dal popolare sito USA Huffington Post. E’ una lettura umiliante ma perfettamente rivelatoria di cosa ne pensano nel mondo di noi, e di chi ci governa (tranne in Bielorussia, dove la pensano molto peggio).

Rockstar, mica bella persona

Aggiornamento dei mensili di una puntualità estenuante: le tre rubriche cartacee di novembre in versione elettronica. Alt Sex (sul pet loving), Avviso di Chiamata (sul pensiero mafioso che domina il pensare italico) e InLoop (sulla relazione tra esercitarsi e suonare in pubblico). Buona lettura.

PS: Alla quinta email che ricevo sull’argomento forse dovrei dirlo pubblicamente: concordo con Rolling Stone sulla scelta di Berlusconi come Rockstar dell’anno. Con due semplicissime domande:

1) Rockstar non significa mica necessariamente bello, buono, bravo: chi di voi vorrebbe restare chiuso in ascensore per due ore con Bret Michaels (nella foto)?

2) Quale rockstar italiana può competere con Silvio in rockstaraggine? Forse il Vasco dei tempi d’oro. Ma oggi? Liga? Pelù? Ma mi faccia il piacere…

Nasale con i tuoi

Una delle cose assai irritanti della scena musicale italiana è che non solo uno su mille ce la fa (invece di uno ogni sessantatre, per dire) ma di solito ce la fanno persone terrificanti. Due esempi, uno col peccatore, l’altro col peccato.

Giovanni Allevi: a sentirlo parlare sembrerebbe Stravinski. Invece poi a sentirlo suonare proprio per niente. Ma la cosa tremenda è che, in cima a questa saccenza dagli esiti mediocri, ha una personalità feliciona davvero repellente, almeno per me (e forse anche un po’ tarocca). Insomma, se l’uno su mille è Allevi, magari potremmo anche fare senza, no?

L’altro non lo nomino per paura di finire dentro le sue capienti narici. Questo ce l’ha proprio fatta (per ora: dove sta lui si va e si viene con grande rapidità), e in qualche modo rappresenta nei media mainstream una scena, e una generazione, di cui ho fatto molto tangenzialmente parte anch’io. Della sua arte (che non mi piace ma rispetto) non parlo, anche perché non è per quella che oggi lo conosciamo. Ho solo una domanda: ma non potrebbe pippare un po’ meno prima di andare in Tv a coprire di merda la gente? Non si vergogna? Non lo sa che mentre delira in diretta nazionale, molti di noi lo vedono che non è lui che agisce, bensì tutta quella Cocaina che ha in corpo – e non è un bello spettacolo?

Chiudo i commenti che sennò poi fate il nome e io vado al gabbio ;)