Skip to content
Post della categoria culti.

Sono come noi

Dice Repubblica:

No alla comunione per gli omosessuali. Contro due vescovi è rivolta sul web

Pistoia, monsignor Scatizzi invita i preti a escludere i gay dal sacramento. Pochi giorni fa l’aveva detto il vescovo emerito di Grosseto. Quello di Lucera critica le leggi anti-omofobia.

Francamente non vedo cosa ci sia da ribellarsi. Anzi, per una volta dei Vescovi parlano chiaro sulla questione, e d’altronde la posizione di Santa Madre Chiesa sull’argomento è nota, no? Quello che mi pare assai strano invece è che ci siano degli omosessuali cattolici. Non solo perché essere omosessuali cattolici praticanti (e quindi osservanti delle parole del Pontefice e dei Vescovi) vuol dire condurre un’esistenza miserabile, che di tutti gli Dei sul mercato ti sei scelto proprio quello omofobo, ma anche perché penso sempre che gli omosessuali (o le donne, come è successo qui) siano migliori della media del popolo bue: evidentemente un caso di discriminazione (benché al contrario) del quale mi scuso con tutti.

Meno male che c’è Fiammetta

Naturalmente, anche per una questione statistica, ogni tanto anche Berlusconi ne combina una che mi piace. Nella fattispecie: “Il sindaco di Assisi Claudio Ricci voleva diventare candidato presidente della Regione Umbria per il Popolo della Libertà. Ha concorso, ma è arrivato secondo. Berlusconi lo ha esaminato a Palazzo Grazioli, venerdì scorso, ma poi ha scelto Fiammetta Modena, avvocato civilista, da tre mandati consigliere regionale. Adesso, per giunta, circola la storia che Berlusconi abbia apprezzato il lavoro e l’eloquio di Ricci, ma abbia avuto da ridire sul look. In particolare, quelle orecchie, una più a sventola dell’altra.” (Dal Corriere).

Ora, io non ho nulla contro chi ha le orecchie a sventola, anzi: tra i miei umani preferiti c’è chi ha questa caratteristica, e sono pronto a difenderli da qualsiasi discriminazione. Però invece ce l’ho a morte con uno così: “Il sindaco ha 45 anni, è single, è un cattolico appassionato. Quando ancora correva per la candidatura, aveva preparato dieci proposte per l’Umbria, subito ribattezzate «i dieci comandamenti ». Il primo era questo: «Inserire i valori della santità e dell’identità nello Statuto regionale».

I valori della santità? Ma siamo impazziti? Ma da quale caverna è spuntato questo qua? E soprattutto: come ha fatto a uscirne con quelle immense, oscene, sproporzionate orecchie?

‘Rcoddue

Ogni tanto guardo i giornali italiani, giusto per vedere che succede; e purtroppo succede sempre la stessa roba: “Bestemmia al Grande Fratello! Orrore! Peccato mortale! Il Codacons (che si conferma l’associazione di consumatori più molle del pianeta) e il Moige (che almeno fa ridere) insorgono! Espulsione!” Ho un solo commento:

QUESTO!

Sperando, un giorno, di poterla indossare anche da noi.

La strage dell’innocenza

Poi apro Repubblica.it e ci trovo ben due notizie interessanti (devo essere impazzito, che già che ne sono di eclatanti sull’LA Times, come la riduzione dei dispensari di Marijuana medica – semi-legale in California – da circa mille a 137, e successivamente a 70):

Dice Gianfranco Fini che la politica italiana “non è capace di vedere al di la del naso. E’ concentrata sul presente, attratta dal rischio di ripiombare in passati recenti o antichi con polemiche continue. Spesso è aspro confronto su cosa fare oggi, ma quasi mai riesce ad immaginare che cosa sarà domani. C’è un eccesso di propaganda e un deficit permanente di dibattito culturale”. Ora, che il paese si aspetti di sentire parole sensate da Fini è una novità recente: sono 15 anni che invece ci dice che Berlusconi è buono, bravo, simpatico, innocente, ci va a cena, ci fa i governi, ne conosce gli affari. Adesso siccome da qualche mese parrebbe aver cambiato idea (per ragioni evidenti, mi pare, e non esattamente nobilissime) siamo tutti Finiani? Please: chi non sa da dove viene non sa dove va, e questo vale per me, per voi e pure per Gianfranco.

La seconda è l’infernale rapporto della Child Abuse Commission istituita dal Governo Irlandese per indagare sugli abusi sessuali di religiosi cattolici ai danni di minori. Un pozzo di abiezione, non dissimile dalle peggiori dittature Sud-Americane (e peggio: di questi ci si fidava, si presentavano come angeli). “Il risultato suscita orrore: un dossier con le testimonianze di 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ‘40 e gli anni ‘80, negli istituti gestiti da preti e suore in Irlanda. Racconti atroci, di uomini e donne oggi adulti che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente.” Se le persone responsabili di queste efferatezze appartenessero a una qualsiasi organizzazione, questa verrebbe immediatamente dichiarata fuorilegge, e chiunque se ne dichiarasse simpatizzante sarebbe additato come un mostro: esattamente la mia opinione sul destino della Chiesa di Roma.

Alda, Claude e i Talebani

mrnNotizie a mazzi in questi giorni, che si fa fatica a stargli dietro. Innanzitutto la splendida e, perdonate il bisticcio, sacrosanta sentenza (della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, mica cazzi) che proibisce l’esposizione di crocifissi nelle scuole. La compilation di brutte dichiarazioni su questo tema è lunghissima, e bipartizan: “Per il ministro Mariastella Gelmini (Pdl) «la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione».” Ah, ecco. Immagino quanto piaccia alla comunità ebraica italiana che identifica con quel simbolo migliaia di anni di vessazioni, e che in moltissimi casi può dirsi assai più italiana della maggioranza degli italiani: per esempio, la comunità romana esiste da oltre duemila anni. “E anche il neo-leader del Pd Pierluigi Bersani esprime dubbi sulla decisione della Corte di Strasburgo: «Io penso che un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno» ha detto il segretario dei democratici.” Anche il matrimonio combinato e lo scambio di mogli contro cammelli sono antiche tradizioni in certi paesi: Bersani vada a chiedere ai giovani indiani cosa ne pensano. (Citazioni da Corsera)

Ecco invece una ulteriore, eccellente ragione per plaudire a questa sentenza: “Massimo Albertin (che insiema alla moglie ha condotto questa battaglia, ndr) rila­scia interviste a getto continuo. Sempre al telefono, mai in vi­deo. Non accetta di farsi fotogra­fare. «Non voglio essere preso di mira dai talebani cattolici». In questi anni ha ricevuto lettere minatorie. Sami racconta che al liceo, quando il Tar respinse il ri­corso, alcuni compagni lo cir­condarono dicendogli «ateo di m…». Finì a botte.” (Corsera)

Infine, nello stesso respiro, addio a Alda Merini e a Claude Lévi-Strauss.

Conferenza Episcopale Iraniana

La Conferenza Episcopale Italiana ha emesso questa mattina un comunicato sulla pillola abortiva RU486 nel quale si ricorda ai farmacisti italiani che anche nel loro caso è possibile l’obiezione di coscienza e il conseguente rifiuto di vendere detta pasticca. Purtroppo la RU486 non sarà venduta in farmacia bensì prescritta in ospedale, ma non vorrei che questo dettaglio offuscasse il fulgido messaggio della CEI, che per una volta condivido appieno. Con una piccola variante, utile a orientare noi consumatori: un bel cartello sulla porta delle farmacie obiezioniste con scritto cosa non vendono e perchè.

In questa maniera, mentre bestemmio la Madonna Incoronata perché non posso comprarmi l’Aspirina in drogheria come nel resto del mondo ma solo dalla Camorra dei farmacisti, magari posso sceglierne uno che quantomeno abbia delle credenze simili alle mie.

PS: Pare che i 17.000 aderenti al gruppo di Facebook “Uccidiamo Berlusconi” saranno denunciati; secondo la maggioranza infatti potrebbero istigare dei veri terroristi (mentre l’intolleranza verbale del centro-destra parrebbe di no). Trovo tutta la vicenda grottesca, a partire dallo stupido gruppo di Facebook. Se si fosse chiamato “Cuciniamo Berlusconi ai quattro formaggi, con patè di leghista in salsa bergamasca, fettine di rotondi marinate nel barolo contraffatto e fascisti trifolati”, il risultato sarebbe stato lo stesso (anzi meglio, secondo me), e l’imputazione “Istigazione a gastronomia schifosa” ancora non esiste: sarà una risata che li seppellirà, niente altro.

Superbowl Blues

Domani qua c’è il Superbowl, che per me ha davvero pochissimi motivi di attrattiva: non capisco il Football americano e detesto Bruce Springsteen, che canterà nell’intervallo. Negli USA invece è un evento mediatico enorme, e gli spot pubblicitari che lo interrompono sono fatti apposta e di solito segretissimi (uno slot da 30″ costa circa 3 milioni). Ma ogni anno c’è una controversia, dalla poppetta denudata di Janet Jackson di qualche anno fa, fino a questo buffissimo spot di PETA (People for Ethical Treatment of Animals) sul vegetarianismo, bandito dalla NBC nel 2009 perché considerato osceno (e forse perfino realizzato apposta per essere proibito in tv).

Due considerazioni: innanzitutto, pur non essendo vegetariano, sono assolutamente a favore del trattamento etico degli animali e non ci vedo alcuna contraddizione – anche se posso capire che per qualcuno una cosa tiri l’altra. Sono anche per il trattamento etico di Emilio Fede, benché forse gli mangerei volentieri il cranio.

Ho grandissimo rispetto per chi non mangia carne (ho avuto ben due fidanzate vegetariane) e anche per i vegani, e non vorrei MAI convincerli che sbagliano. Ma a una condizione inderogabile: che loro rispettino me e le mie scelte, e che non si arrischino mai a cercare di convincermi che faccio male. Altrimenti sarò lieto di farmeli alla brace, con contorno di funghi e melanzane.

Delirio mistico

Trovo davvero bellissimo il dibattito scatenato dalla proposta della Lega di moratoria sulla costruzione delle nuove moschee, e in generale di regolamentarne il funzionamento, per esempio obbligando per legge l’adozione della lingua italiana o limitandone l’uso esclusivamente al culto religioso. Purtroppo per Calderoli però, nel 2009 sarebbe impensabile scrivere nel provvedimento la parola Moschea; questo quindi dovrebbe inevitabilmente riguardare tutti i luoghi di culto.

Tra le reazioni più equilibristiche c’è quella della Chiesa Cattolica: ”Il luogo di culto – ha dichiarato mons. Ravasi (Presidente del Pontificio consiglio della cultura) – deve avere una propria identità spirituale e culturale e una propria identità religiosa che è un suo elemento fondamentale e non deve acquistare altri volti”… “Tuttavia anche la moschea svolge un’attivita’ caritativa che e’ nelle sue prerogative perche’ anche la religione ha un ambito sociale. Tale ambito pero’ non deve essere superato, la moschea cioe’ non deve diventare un centro che abbia altre finalita’ da queste, anche perche’ in tal modo perde la sua funzione”.

Quindi le cose sono due: o i preti la smettono di parlare delle coppie di fatto e di omosessualità, o anche gli imam devono poter dire la loro sui Centri di identificazione ed espulsione. Nella lingua che preferiscono, ovviamente. Salvo a voler proibire anche la messa in latino e, contestualmente, tutte le Sinagoghe d’Italia – dove il culto del sabato viene officiato in ebraico.

Non ce n’è: l’ignoranza di chi ci governa è uno abisso senza ritorno.

Nemici della tua ragione

Dovreste tutti guardare questo programma televisivo di Richard Dawkins. Si chiama The Enemies of Reason e si apre con una frase strepitosa:

“Come scienziato, non credo che la nostra indulgenza nei confronti di supertizioni irrazionali (inclusa la religione, ndr) sia priva di conseguenze. Credo che mini alla base la nostra civilizzazione: la ragione, e il rispetto per l’evidenza scientifica, sono fonti di progresso, nonché sentinelle che ci proteggono dai fondamentalisti e da coloro che profittano dall’oscurare la verità.”

Siccome di mettono in discussione un sacco di cose, inclusa per esempio l’Omeopatia, se volete poi ne discutiamo – qui.

The Enemies of Reason, part 1 (47′54″)

The Enemies of Reason, part 2 (47′48″)

Suor ferocia colpisce ancora

Continua la follia integralista cattolica contro la famiglia Englaro. Sul sito della Diocesi di Milano ieri è comparso questo articolo, con chiosa testuale delle suore che gestiscono la clinica dove si trova Eluana: “Vorremmo dire al signor Englaro che se davvero la considera morta di lasciarla qui da noi.” Una frase ingiustificabile, inopportuna e malvagia.

Come se non avesse già abbastanza problemi, il povero Bettino Englaro (che per 16 anni si è battuto per Eluana, altro che morta) ha dovuto ripetere la frase che ormai va dicendo da sempre: “Devo rispettare il volere di mia figlia”. Capito, suore misericordine senza pietà? Il volere di Eluana. Che probabilmente per voi non conta niente, ma per questo splendido padre è legge.

Anche stavolta si conferma la mia opinione: dai religiosi mi salvi iddio, che a dio poi ci penso io.

PS: MI raccomando il vostro 8 x 1000: il mio l’ho dato ai Valdesi, che non li vedo, non li sento e non sono cattivi dentro come i cattolici.