Non so voi, ma il mio principale documento d’identità è un cencio di carta ottocentesco con la foto spillettata e lo spazio per i segni particolari. Una schifezza, considerando che un tesserino tipo carta di credito sarebbe più comodo, durevole e sicuro. Finalmente, all’alba del 2010, il Comune di Milano si è organizzato: presso la sede centrale è possibile ottenere una carta d’identità elettronica.
Questa carta vale cinque anni, come quella cartacea. A questa scadenza va portata in Comune dove, con un timbro, se ne proroga la durata per altri cinque. Ora, mettere un timbro sulla mia carta è facile (possono usare lo spazio dei segni particolari). Dopo molti tentativi però, i laureati in timbri del Comune hanno capito che non si poteva metterne uno su un tesserino elettronico: maledetta modernità, dove andremo a finire? Un documento che non si timbra? E che siamo in Svezia? Ma al Comune di Milano non si scoraggiano mica; lo spirito d’iniziativa dei lombardi non conosce limiti:
Il timbro che proroga la validità della carta di identità elettronica emessa dal Comune di Milano viene apposto esclusivamente presso la sede anagrafica di via Larga, 12, attraverso il rilascio di un apposito modulo che viene consegnato al titolare della carta. (dal sito del Comune)
Ma come? Ho il tesserino elettronico e mi tocca circolare anche col modulo che contiene il timbro di proroga? Ma è ridicolo. Immaginati che casini alle frontiere. E infatti il Comune aggiunge:
Nota bene: il Ministero dell’Interno, con nota del 21 agosto 2009, comunica che le Autorità egiziane hanno formalmente notificato di non riconoscere il documento cartaceo di proroga della validità della carta d’identità elettronica. Anche in altri Paesi, quali la Turchia, la Tunisia, la Croazia, la Romania e la Svizzera si sono verificate analoghe situazioni di disagio. Si suggerisce ai cittadini che intendessero recarsi in viaggio nei Paesi sopraindicati di munirsi di altro idoneo documento di viaggio.
Capito? Perfino la Romania s’è accorta di che bestie siamo: arriva la CI elettronica (in netto ritardo sul resto del mondo) ma per cinque anni va accompagnata da un modulo cartaceo timbrato (e immagino facilmente falsificabile). La stupidità burocratica italiana non conosce limiti, e quando ne trova li supera agilmente, proponendo soluzioni che ne rivelano la stupefacente larghezza, l’esasperante lunghezza e l’insondabile, terrorizzante profondità.