Era un pochino che volevo annunciarlo, ma aspettavo che diventasse un po’ più sostanzioso (in fondo l’abbiamo messo assieme definitivamente a gennaio). E’ il sito di Luca Celada, osservatore residente della California e mio grande amico. Oltre al suo blog (visibile anche sul sito del Manifesto attraverso il link nella sidebar) ci sono video, foto (come quella qui sopra) e tra le osservazioni più argute sugli USA reperibili online. E forse, tra non troppo, perfino alcune tracce del suo libro sul deserto americano. Cliccate forte, e inserite nei bookmark.
Go Donato, go!

Ieri sera sono andato a questa festa, per augurare gioia e piacere a Donato (elemento stabilmente presente della scena alt milanese, una sorta di divinità minore) che si appresta a fare il viaggetto che vedete sul flyer – in moto, da solo, tempo previsto circa un anno, partenza verso sud e rientro da nord. Donato non è nuovo a queste imprese, ma stavolta supera se stesso. Come non essere felici per lui, per la sua moto e forse perfino per il suo culo, che certamente uscirà trasformato da questa esperienza? Per seguire le avventure di questo biker gentile attraverso l’Asia basta andare su Lungastrada.it (e mai URL fu più appropriata).
Dio chi?
Ho visto Religulous, che fa davvero molto ridere (in originale, ma forse anche doppiato). Citazione preferita: “Beh certo, credere che Babbo Natale in una notte possa visitare tutte le case del mondo è da pazzi. Invece uno nasce da una vergine, fa i miracoli, muore e poi risorge…”. Su Youtube c’è tutto, in scomodi pezzettini ma gratis. E già la locandina mi mette di buon umore. Ma sarà uscito nei cinema italiani, o c’è solo in DVD?
Come natura crea

Aggiornamento mensile delle rubriche – con zucchina allegata. Buona lettura.
Il Fumo scrive
Era un po’ che volevo parlarvene, poi però la vita è stronza, un cetriolino tira l’altro… Vabbé. C’è una nuova entità nociva su Internet, e come è noto a me quello che fa male piace sempre. Si chiama Il Fumo Uccide e è il “blog” (virgolette d’obbligo) di Fumo, mi ottimo amico e co-intestatario (assieme alla favolosa Frau Eva) del Tufo – l’agriturismo dei tuoi sogni.
Oh naturalmente, a differenza del Tufo (sempre assolutamente amichevole e rilassante), Il Fumo Uccide è ispido, aggressivo e ben condito. S’incazza quando deve, se la ride quando si può, e manca completamente di qualsivoglia riverenza verso chicchessia. Non solo: spesso contiene opinioni atipiche per mille ragioni, non ultima che nel bel mezzo del paradiso in terra (l’orvietano è di una bellezza poderosa) il mondo appare ovviamente un po’ diverso. Ricreativo per tutti, ottimo per i moralisti (specie se vegetariani), indispensabile per potenziali agricoltori: le storie di campo e di fattoria (come quelle sulla macellazione domestica) sono imperdibili.
Radiophonia
Uno dei non moltissimi buoni motivi per avere una connessione mobile 3G è di ascoltare le radio in streaming. Non solo l’ascolto è di qualità eccellente ma, almeno con la mia connessione, vado da casa a scuola (circa 25 minuti di tram) senza drop o perdita di qualità. Il mio software radio preferito si chiama FStream (sviluppato da Julien-Pierre Avérous – che sul suo sito offre anche del grazioso freeware), è gratis, e permette di inserire l’indirizzo di uno stream (pare ovvio ma molti di questi software hanno liste preimpostate e non editabili) in formato AAC, mp3, ecc. Le mie stazioni radio preferite (che potete ascoltare anche dal PC fisso ovviamente) sono:
KDAY, back in the day, la stazione retrofunk di Los Angeles.
WWOZ, appena aggiunta, il cui claim è Bringing New Orleans music to the universe!
Però lo so, fa un po’ ridere: ultratelefono, touch screen, 3G, cazzi e mazzi e poi alla fine fa la funzione della radiolina con auricolare de mi’ nonno.
PS: Special thanks to Luca Celada, my personal US radio consultant.
In due, come un cocomero
Ieri, finalmente (erano anni che l’aspettavo) è successo qualcosa di vero in televisione. In un programma profeticamente intitolato Cominciamo Bene, il geologo televisivo Mario Tozzi e il manager da copertina Chicco Testa hanno avuto un acceso diverbio sul nucleare. Fin qui nulla di nuovo: la televisione italiana vive di accesi diverbi. Ma poi, mentre i microfoni dovevano essere spenti, è avvenuto il miracolo: “Se dici che col nucleare ci guadagno” sussurra Testa a Tozzi “ti spacco la faccia”. E quando Tozzi l’ha detto alla maestra (il conduttore del programma), Testa ha aggiunto: “No, niente, ne parliamo fuori più tardi”.
Grazie Chicco Testa: finalmente qualcuno in televisione che evoca gesti, emozioni e umane pulsioni simili alle mie. M’ariccomanno, faje male.
Faccia da fesso

Replica ottima e abbondante di Realcore ieri sera a Torino. Mille grazie di cuore a Fattore K e a tutto il pubblico presente; Torino si conferma una piazza eccellente, fertile e assai curiosa. (foto di Tiziana Annone)
Uno dei gestori del locale aveva creato un evento apposito su Facebook. Ecco la risposta di FB:
L’evento “REALCORE – la rivoluzione del porno digitale” è stato rimosso perché violava le nostre Condizioni d’uso. Tra le altre cose, non sono consentiti eventi che promuovono messaggi di odio, minacce o con contenuto osceno. Rimuoviamo anche gli eventi che attaccano individui o gruppi o che pubblicizzano un prodotto o un servizio. Un continuo uso improprio delle funzioni di Facebook potrebbe comportare la disabilitazione del tuo account.
Naturalmente seguirà una mia lettera a FB per chiedergli delle spiegazioni. Per adesso ho solo un commento: questo è Faccialibro. Con Realcore gli alzo solo la media. Per capire se ho ancora voglia di esserci aspetto di leggere la loro risposta, semmai arriverà. Però è la conferma che il porno è il nuovo Rock’n'roll.
Elio e le storie degli altri

Finalmente ieri sera un bel concerto. Erano diversi anni che non ne vedevo uno così perfetto e consistente: Elio e le Storie Tese alla sala Verdi del Conservatorio di Milano (un posto favoloso, dall’acustica eccellente che si usi l’amplificazione o meno: sarà stato l’ottimo fonico Foffo Bianchi, ma suonava benissimo). Come forse sapete sono amico degli Elii, li ho visti dal vivo infinite volte e li stimo assai, sia musicalmente che personalmente. La data di ieri capita in un momento di grazia del gruppo, che ho anche recentemente visto funzionare assai bene in Tv. Scaletta ottima, coi grandi classici (il concerto, che si apre con una strumentale un po’ fusion – non l’unico orpello inutile della serata* – prosegue con Lo stato A, lo stato B, una delle canzoni più profonde e stimolanti mai scritte in Italia) insieme a brani degli ultimi album, il solito buffissimo teatro Elico (con Mangoni sempre protagonista, e Mario Biondi come vittima assente da pigliare per il culo, geniale),una voglia di suonare proprio rara. C’è perfino un mini-set acustico, col più bell’omaggio musicale a Michael Jackson che abbia sentito. Elio medesimo si conferma una divinità minore del mio Pantheon, e la band è in uno stato di grazia molto speciale: se riuscite, non perdetevi questo tour.
Parlavo più sopra della Tv, e in particolare mi riferivo alle parodie sanremesi – sia del Principe savoiardo che della prima classificata al festival (di cui ricordo solo il sublime verso “in tutti i luoghi, in tutti i laghi”), purtroppo esclusa dal concerto. Se ve la siete persa potete vederla qui: è un capolavoro. E conferma una mia idea sugli Elii. Tra le loro canzoni, le mie preferite non sono quasi mai canzoni “loro” bensì brani di altri, genere in cui sono insuperabili – perfino a volte dagli originali. (Anni fa gli consigliai di fare un intero album di brani per/con/di altri, anche per salvare carriere in letargo, e la lista è lunga: Daniele, Dalla, Vasco, Guccini, e giù fino alla Carrà, che hanno già fatto) Parlo per esempio di Uomini col borsello, talmente iper-fogliana (da Riccardo Fogli) che non solo lui ha fatto il duetto ma l’ha inserita nel suo repertorio (immagino la perplessità dei suoi fan), Il vitello dai pedi di balsa (con Ruggeri), Fossi Figo (con Morandi) fino a Second me (con James Taylor), il Pipppero (col Coro delle voci bulgare) e Born to be Abramo (forse insuperabile). O alle parodie ispirazionali, dove si copiano sonorità e vizi altrui. La mia preferita è di questo tipo è Bis, feroce remix di laghi comuni Ligabueschi (si dice che lui se la sia presa: ottimo), ma anche Tanica in Vano Fossati – stellare – o TVUMDB, in cui diventano (e nominano) gli Earth, Wind & Fire. Canzoni scritte avendo dei limiti ben precisi, a volte inesorabili (come nel Pipppero, o nelle parodie). E’ qui che gli Eelst regalano vere perle, perfette, divertenti e sagge. Confermando una grande verità: la creatività completamente libera spesso funziona meno che avere delle costrizioni, dei vincoli (anche rigidi), i quali invece a volte ci costringono al sublime. Mille grazie agli Elii per oltre vent’anni di eccellente musica, e a Rocco mio omonimo per il trattamento regale.
* Mi chiedo come mai gli Eelst sentano il bisogno di sottolineare la loro perizia tecnica con assoli e virtuosismi vari. Non solo si sa, ma sono spesso momenti musicalmente non esaltanti (benchè tecnicamente perfetti), che risultano molto meno virtuosistici delle parti che poi eseguono nei brani. Per esempio: Paola Folli, seconda voce, fa un lavoro veramente sublime durante tutto il concerto (oltre due ore), talmente strepitoso che il suo assolo arabeggiante (insistitamente presentato) risulta meno potente del resto – e alla fine inutile.
Croissant crossover
Spesso pranzo da Paris Baguette su N. Western av. E’ vicino (nel senso che si raggiunge comodamente a piedi da casa – rarissimo qui a LA) e eccellente a parte il caffè, curiosamente mediocre. Fa i migliori cornetti che abbia mai mangiato fuori dall’Italia – inclusa la Francia (che però ho esplorato poco) e l’Austria, dove sono stati inventati. Paris Baguette è davvero un bizzarro mostro multietnico: Originariamente nato a Seul, “è cresciuto fino a diventare il franchise di pasticceria N°1 in Corea, con 1700 punti vendita in 3 paesi”.
Oggi ho mangiato un Danese (immenso e magnifico) in un locale Francese ma in realtà Coreano, servito da un Salvadoreño – a Los Angeles.




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