27 February 2010, 6:40 pm

Mannaggia. Fare Realcore a Roma è stato proprio divertente, due sere di fila poi, proprio un lusso. Mi è venuta voglia di rifarne un po’, il messaggio resta attuale e funziona proprio in molti contesti diversi. Quindi sotto: fino a giugno sono qui, costo poco e un po’ di porno non può che fare del bene – a voi e ai vostri amici (o al vostro pubblico, che con Realcore non manca mai e abitualmente apprezza).
Nella capitale ero alla Sala Pintor, ospite dei FÒÓLS, ottima (e accogliente, e gentile, e brava, e ccetra) ciurma di attori dei quali non dovreste perdere Impossibili, che si replica venerdì 5 e sabato 6 marzo alle 21 (Viale Scalo San Lorenzo 67).
19 January 2010, 1:12 pm

Los Angeles, mural by Mac, lettering by Retna
(click to enlarge)
PS: Beh, che sorpresone. Grazie a Deemo, a cui non sfugge quasi mai quasi niente, adesso sappiamo che il modello del murale qui sopra è nientemeno che Flycat, MC italo-losangelino della primissima ora (e uno dei pro-motori del primo hip hop italiano). Insomma: vai a LA, fai una foto a un muro e sopra c’è uno che conosci (e saluti: hi dude, whazzup?): tres bizarre.
PPS: Dice sempre Deemo, a cui in fatto di immagini non sfugge mai proprio niente: “La roba di El Mac devasta”. Come dargli torto?
7 January 2010, 10:20 am
It came out yesterday, both on paper and online: it’s the interview about me/us/Realcore by Luca Celada for the art mag Artillery. It’s a very intimate piece (we’ve known each other for over 30 years) but also very precise and ironic, in classic Celada style.
E’ uscita giusto ieri in versione cartacea e online l’intervista/articolo di Luca Celada su me/noi/Realcore per Artillery, magazine di arte. E’ un articolo molto affettuoso (conosco Luca da oltre trent’anni) ma anche assai preciso e, nello stile del buon Celada (che potete godervi quotidianamente qui), obliquamente ironico.
27 December 2009, 3:09 pm
Uno dei miei comici preferiti del mondo, nonché punto di riferimento artistico e umano, è Don Rickles – popolarissimo in America, pressoché sconosciuto da noi. In questo caso dipende dalla comicità non traducibile in altre lingue, un po’ come Totò. Rickles è l’ultimo grandioso rappresentante di una stirpe di comici lunghissima, che ha le sue radici nei Giullari medievali: l’arte dell’insulto, della ferocia faccia a faccia. In questo è insuperabile: sentirlo insultare le megastar dello show business, come Sinatra o Dean Martin, fa ridere e rallegra l’anima.
Adesso c’è un film (lungometraggio del 2008, di John Landis) che lo celebra. Si chiama Mr Warmth: the Don Rickles project, e l’ho visto ieri sera su Hulu (che è fantastico, ma funziona solo negli USA), e che trovate anche qui, in gloriosi 16/9 (ma non alla definizione di Hulu, che è proprio DVD), sempre con pubblicità.
Se invece volete un quick fix, sempre su Youtube potete godervi Rickles vs Ronald Reagan (allora Governatore della California), vs Johnny Carson e vs Letterman.
14 December 2009, 11:46 am
Dice il Ministro degli Interni italiano: “Stiamo valutando di oscurare i siti internet che incitano alla violenza. La possibilità che tutti hanno di mettere sul web messaggi che inneggiano alla violenza è un problema serio. Questo è un reato – ha affermato Maroni – si chiama istigazione a delinquere e deve essere perseguito”.
Con tutto il rispetto, signor Ministro, questa si chiama libertà di parola, ed è un diritto civile tutelato nella totalità dei paesi liberi. O forse lei non conosce il proverbio italiano (e dunque forse anche padano) “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”? Dovrebbe ispirarsi agli USA, dove Rush Limbaugh è libero di dire a proposito di Barack Obama: “You know who deserves a posthumous Medal of Honor? James Earl Ray. We miss you, James. Godspeed.” (Sai chi si merita una medaglia al valore postuma? James Earl Ray [l'assassino reo confesso di Martin Luther King]. Ci manchi, James. Vai con Dio.)
Non le pare di gran lunga più istigatorio dei blog che vuole chiudere il riquadro che ripubblico qui a sinistra, tratto dal Corriere online di stamattina? Poche vendite, ma di sicuro una ne hanno fatta. E cosa dire di tutte quelle armi improprie spudoratamente esposte? Se l’aggressore, invece del modello semplice di Duomo avesse scelto quello con la neve, avrebbe potuto infliggere danni ben più gravi. Non ce n’è: in Italia c’è la dittatura, e basta – non c’è tanto da girarci intorno. Invece sull’aggressione di ieri ho soltanto un commento:

29 November 2009, 12:13 pm
Come scrivevo l’altroieri, penso che il sito di chi produce cose debba offrire ai visitatori dei contenuti. Non siamo in tanti a pensarla così, e il web è pieno di samples, estratti, “clicca qui per comperare il resto”, ecc. Non è il caso di Enrico Ascoli, musicista e sound designer torinese di curiosa estrazione (colta ma contaminata, diciamo) il quale, essendo anche psicologo, vede la questione da un angolo davvero interessante. In rete lo fa a partire dal suo sito, ma con una serie di propaggini: ha un blog su blogspot (molto variegato, con alcune cose efficacissime – come la pubblicazioni di reperti sonori recuperati perfino nelll’immondizia – e altre secondo me meno, come gli aforismi), una sua zona su Soundcloud e una su Vimeo. Il tutto offre uno spaccato delle (belle, efficienti e a volte sublimi) produzioni di Enrico (molte delle quali scaricabili), ma anche dello stato della (sua, ma anche altrui) riflessione sul suono e i suoi impieghi: piacevole per tutti, utile per chi fa mestieri creativi, indispensabile per chi studia questi argomenti (studenti: cliccate ora).
15 October 2009, 1:54 pm
Poi, ogni tanto, mi entusiasmo per qualche artista contemporaneo. Non mi capita spessissimo, e quando succede è sempre una cosa bella. L’ultimo della serie è il cinese Chen Wenling, che ha recentemente esposto questa grande installazione, intitolata “What You see Might Not Be Real”, e dedicata al truffatore americano Bernie Madoff, qui ritratto con le corna e spiaccicato al muro (da un toro che pure lui…).

Ma una veloce ricerca di Chen Wenling su Google images riserva altre fantastiche sorprese: ecco un’arte che mi piace.
22 September 2009, 3:14 pm
Qualcuno s’è chiesto cosa intendessi quando dicevo che col QR code si possono fare un mucchio di cose. Dice Wikipedia:
“Un Codice QR (in inglese, QR Code) è un codice a matrice (o codice a barre bidimensionale) creato dalla corporation giapponese Denso-Wave nel 1994. Il “QR” deriva da “Quick Response” (Risposta Rapida), poiché il creatore pensava ad un codice che consentisse una rapida decodifica del suo contenuto.”
Aggiungo io: questo sistema diventa sensato se uno possiede un telefono cellulare recente (ma non necessariamente recentissimo) con fotocamera e software di lettura, disponibile gratis per diverse piattaforme portatili: smartphone, netbook, ecc. Basta leggere il codice fotografandolo, e sul vostro telefono possono comparire diversi tipi di informazioni tra cui messaggi di testo, indirizzi web e Vcard (biglietto da visita elettronico). Per generare una tag, basta andare su uno dei moltissimi siti che offrono questo servizio gratis, oppure scaricare un software (che però temo sia a pagamento). Quindi se io stampassi questo codice sul retro del mio biglietto da visita, basterebbe leggerlo col telefono per avere già tutti i miei dati digitalizzati, senza doverli scrivere a mano. Comodo, no?
Ma col QR code si può fare molto di più, e se ne parla da anni: taggare le città, per esempio, o creare dei link tra il mondo reale e la rete (per gli ormai molti titolari di connessioni mobili). O magari delle specie di social network underground, delle fanzine scaricabili attraverso link adesivi da attaccare alla fermata del tram… Le possibilità sono infinite, e mi sa che qualcosina ci farò. (Nella tag, l’indirizzo di Fosforo)
PS: Qui trovate un sito che decodifica il QR code da una url o immagine.
7 July 2009, 5:08 pm
Ho finalmente trovato il tempo di mettere online la presentazione di una performance che ho fatto in passato e che ho molta voglia di rifare in futuro. Si chiama Tv Interattiva, e si basa su un concetto molto semplice: una tv messa in una mostra d’arte, o in un locale, in una piazza, praticamente ovunque, che mostra della “videoarte” con dentro un performer (cioè io). Il quale però, ogni tanto (o anche molto spesso), si mette a parlare col pubblico, a volte a scherzare o semplicemente a fare due chiacchiere. Il trucco ovviamente è che io sono in un’altra stanza, e attraverso una telecamera con microfono li vedo e li sento.

Ho fatto la Tv interattiva diverse volte, molti anni fa: in Garigliano, in Pergola, poi in via Gola (squat milanesi), una volta a Torino e, più di recente, alla riapertura del Tunnel di Milano nel 2005. C’è un sacco di gente che si ricorda ancora le prime versioni, assai ruspanti e feroci; è un giocattolo curioso e inusuale, che dice anche due o tre cose interessanti sull’arte.
Semmai foste in grado di organizzare una data della Tv Interattiva e aveste voglia, trovate più dettagli di qua.
PS: C’è un’intervista di Louise Bak con me su Realcore nell’ultimo numero di Toro Magazine.
23 June 2009, 6:37 pm
Una delle belle cose di Infernet (anche se in realtà è difficile da sapere) è avere visitatori in comune con altri siti di persone care, nel senso che le stesse persone frequentano zone della rete diverse ma comuni. Uno dei gruppi che frequentano questo sito sono i fan di Elio & le Storie Tese, il che fa sempre piacere: gli Elii sono sempre favolosi, perfino quando sono un po’ mosci. Farà quindi loro piacere (e credo anche agli altri) ascoltare E’ Giugno, fatta in collaborazione remota ma sentita col M° Rocco Tanica. I più attenti riconosceranno un remix di Corti d’annata (quelli fatti per lo show Elico su Radio Deejay). Gli altri sappiano che stanno per ascoltare una vera e propria poesia sonora, musicata dal sottoscritto. Il testo originale fa ridere, commuove e esalta, sovvertendo nel mentre alcune leggi della fisica (e di Darwin). Adatto a tutti, consigliato ai bambini, solo in ascolto (no downloading).
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E’ giugno, feat. Rocco Tanica, 2009