Forse avrete notato anche voi che negli ultimi decenni abbiamo assistito a una curiosa, progressiva deresponsabilizzazione dei singoli nei confronti della vita. Un buon esempio sono certe cause contro il Comune: “Sono scivolato/a, il marciapiede era in cattive condizioni, voglio 6 milioni di euro di risarcimento”. Ora, mentre è sacrosanto gridare che certi marciapiedi sono da denuncia, è altrettanto vero che, cambiando esempio, tutti conosciamo i rischi del fumo, e fare causa ai produttori di tabacco se uno si ammala mi sembra un’assurdità. In ambedue i casi la risposta potrebbe essere “Ci potevi stare attento/a”, anche se so che il confine è labile.
Un altro esempio di deresponsabilizzazione è questo adesivo, recentemente comparso sugli accendini. Fa riferimento a una norma CEE, appunto la EN 13869. Eccovene alcuni passaggi:
2006/502/CE: Decisione della Commissione, dell’ 11 maggio 2006 , che prescrive agli Stati membri di adottare provvedimenti per assicurare che siano immessi sul mercato esclusivamente accendini a prova di bambino.
Per “accendino a prova di bambino” s’intende un accendino progettato e prodotto in modo che, in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili di utilizzazione, non possa essere azionato da bambini di meno di 51 mesi d’età a causa, ad esempio, della forza necessaria per azionarlo o per le sue caratteristiche costruttive o per il sistema di protezione del meccanismo d’ignizione ovvero per la complessità o la sequenza delle operazioni necessarie per l’accensione.
Come facevamo prima? Andavamo a fuoco? No: i genitori ci dovevano stare attenti. Invece adesso possiamo fottercene. Non mi pare un passo avanti: il giorno in cui mi è stato spiegato come usare dei fiammiferi (a circa 84 mesi), mi sono anche stati illustrati i pericoli del fuoco, piuttosto bene: a parte una minibomba in giardino verso i 144 (in una breve fase di piccolo chimico) non ho mai dato fuoco a niente, malgrado la direttiva EN 13869 non fosse ancora stata adottata.
PS: Confesso che questo accendino faccio fatica ad accenderlo, e conosco persone (di più di 51 mesi di età) che non ci riuscirebbero.


Benvenuti su Fosforo, compilation di amenità verbali di 

Questo mi ricorda quelle decine di piccole viti che serrano i giocattoli per bambini appena acquistati. Qualche illuminata direttiva impone di bloccare questi giocattoli alla confezione.
A parte i moccoli lanciati per cercare il cacciavite adatto ogni volta che si riceve uno di questi presenti, mi chiedo quanti padri abbiano dovuto intervenire per impedire che il pupo finisse strozzato dopo aver ingoiato una di queste piccole viti lasciate inevitabilmente in giro.
Giocattolo per bambino: contiene piccole parti. Tenere fuori dalla portata del bambino.
Concordo del tutto sull’assurdità della deresponsabilizzazioen dell’utente, tra l’altro conosco alcuni utenti dell’età di circa 840/900 mesi che avranno molte difficoltà a usare gli accendini (con l’età le mani si fanno più deboli e meno ferme).
Una nota a margine: in Svizzera, negli alberghi, tra le varie dotazioni da colazione ci sono sempre bollitori d’acqua per farsi le uova sode, piastre “da hamburger” su cui fare uova all’occhio di bue e simili – e non mi pare che i bambini svizzeri abbiano grandi problemi a usare questi complicati dispositivi. Alla peggio si scotteranno, e impareranno a stare attenti. In Italia naturalmente sono tutte cose fuorilegge, e se voglio un uovo devo farlo sodare “al gusto del cuoco”…
C´ era una volta la selezione naturale per cui un bambino bruciato non procreava con gran vantaggio della stirpe.
Nei casi migliori con l´ orrendo foco di quella pira ardevano anche i genitori sempre a vantaggio di un evoluzione darwinianamente intesa.
Suona un po´ fascista, e´ vero, ma la natura ci e´madre e le madri, si sa, son sempre un po´ fasciste.
Il problema non è soltanto il fuoco. I medicinali sono un altro ottimo esempio: invece di tenerli fuori dalla portata dei bambini (come si è sempre fatto) adesso basta inserirli in confezioni inespugnabili. Così si ottiene un duplice risultato: si proteggono i bambini dall’ingestione accidentale, e certi adulti anche da quella volontaria. Ho ancora in casa un flacone di vitamine francesi che ho dovuto aprire col coltello (rischiando di ferirmi).
…ricordo ancora il giorno in cui mia madre mi lasciò da solo con una confezione nuova di pastigliette di fluoro (1000 pezzi): l emangiai tutte, mia madre mi trovò con la schiuma alla bocca. Per fortuna nessun problema (imamgino che in caso contrario sarebbe stata ben più attenta, e probabilmente non sarebbe esistita la confezione da 1000)
[...] la noma UNI EN 13869 l’85% dei bambini messi sotto chiave diventa infelice. [...]