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Parole con l’anima

Da qualche giorno si è sparsa la voce, e su Facebook qualcuno ha anche pubblicato affettuosi commenti sulla vicenda: a seguito della ristrutturazione di Rumore, dal numero di marzo sono state eliminate alcune rubriche del giornale tra cui la mia. Quindi, dopo sedici anni, chiude Avvisi di Chiamata (già Mini Minor). Scrivo questo post giusto per dire pubblicamente come la penso, per “schiarire l’aria”, come dicono gli inglesi.

Mi dispiace molto che chiuda il mio spazio su Rumore. Era un luogo interessante dal quale scrivere di cose che a me paiono urgenti e importanti; uno spazio molto personale nel quale ho sviluppato un linguaggio e un punto di vista; una tribuna dalla quale parlare a dei lettori – molti dei quali negli anni si sono fatti vivi a vario titolo, perlopiù gentilmente, a volte discordando ma sempre come si deve. Un’esperienza ottima, e tale anche per via della testata. Rumore mi ha permesso di restare in contatto con la scena musicale pur non producendo musica con la continuità di un tempo. In questi 16 anni ho goduto di una totale libertà, della quale sono grato: so di essere spesso estremo e paradossale (anche se per adesso non ho avuto guai seri e non ne ho creati ai giornali su cui scrivo). Insomma si chiude un capitolo per me importante, e che lo fosse al giornale lo sapevano benissimo: non ho chiesto (ne’ mi è stato proposto) un aumento dal 2002, anche in omaggio a quello che ho appena scritto.

Però mi dispiace anche un po’ per Rumore e specialmente i lettori: penso che Rumore semmai dovrebbe ampliare gli spazi dove, come ho cercato di fare io, non si parla di Rock’n’roll bensì di tutt’altro – ma in maniera R’n’r. Non so dire come sarà il prossimo Rumore, ma di una cosa sono abbastanza sicuro: sarà un pochino meno ricco, un pochino più uguale.

Naturalmente il modo in cui questa chiusura è avvenuta non è stato un granché (raramente lo è): una email di tre righe del direttore nella quale mi si annunciava la sospensione senza altro motivo che “avremmo deciso di cambiare formato, e anche alcune rubriche”. Ma ho visto di peggio, perfino da amici. Mi piacerebbe capire come mai, ma non credo che lo saprò. Ovviamente sto cercando di traslocare gli Avvisi altrove ma la vedo ardua. Registro con un po’ di dolore che chiude uno dei pochi spazi difformi dell’editoria italiana, che sempre più sembra preferire (con alcune notevoli eccezioni) opinionisti ammaestrati e altri animali da salotto – sempre prodighi di arguzia senza denti, sagacia senza perversione, congiuntivi senz’anima.

Semmai voleste commentare potete farlo qui oppure inviare un messaggio al giornale, la cui email è in fondo a questa pagina.

2 Commenti

  1. stezio says:

    Vorrei lasciare un modestissimo contributo al dibattito: ho iniziato a leggere rumore durante il militare a 19 anni, e c’era Mini minor già allora, oggi di anni ne ho 35 e leggo ancora la stessa rivista per farmi un’idea di quello che succede nel mondo della musica. Quando l’ho sfogliato per la prima volta c’erano decine di nomi sconosciuti e misteriosi, dietro molti gruppi si nascondeva un mondo intero, oggi complici le amicizie e la rete sono spesso in anticipo sul giornale. Immagino sia normale, col passare del tempo trovarsi un po’ meno nelle stesse pagine, però mi spiace, quando ero ragazzino mi sembrava più pericolosa come rivista, a comprarla mi sembrava di fare qualcosa di almeno un po’ sbagliato… ciò nonostante oggi sono sempre meno i nomi che seguo e che mi dicono qualcosa. Vabbeh, dai, cazzate da 35enne che rimugina sul passato! Facci sapere dove vai se trovi un altro posto.

  2. carlotta says:

    ooh mi dispiace
    non leggo rumore da molto tempo, gli ultimi 6 mesi in cui l’avevo comprato mi faceva solo venire il nervoso, per fortuna in fondo c’era l’avviso di chiamata
    sergio mi dispiace e poi era stato proprio attraverso rumore che ti avevo contattato tanti anni fa…
    que melancolie…