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La Repubblica del Pisello

Poi apro Repubblica.it e ci trovo l’immagine e didascalia che vedete qui di fianco. Una merda. Che nel 2010 sia ancora ammissibile questo genere di ammiccamento è davvero insopportabile. E se glielo fai notare ti si risponde: “Una bella figa fa sempre piacere a tutti, no?” sottintendendo che sei un bacchettone. Insomma una merda. Repubblica poi dovrebbe essere un giornale vagamente di sinistra, mica il Bagaglino. E’ l’ultima dimostrazione che il nostro è un paese di merda, dove perfino l’opposizione è di merda, la stampa è di merda come la televisione, e chi impagina Repubblica.it non solo è evidentemente un maschio, ma uno che non ha capito un cazzo della modernità, del futuro e di come dovrebbe essere (ma non ce l’hanno delle donne che s’incazzano a Repubblica?) Non voglio vivere nel Berlusconismo, ma nemmeno nella palude di mediocrità ignorante e cafona perfettamente sintetizzata da quel “Che paracadutiste”.

PS: Rileggo e mi autocommento: è certamente un post violento, forse troppo. Però mi chiedo: come mai non c’è uno scatto di orgoglio generale su queste cose? Una Angela Finocchiaro che s’incazzi, una Bonino che manifesti, un Bersani che dica basta. Solo in Italia ci si permette questo tipo di ammiccamenti. Un conto è che li faccia Berlusconi, tutto un altro è che passino come espressione di italianità, come “Si sa come vanno queste cose”, “Tira più un pelo di figa che un carro di buoi”, “Una donna nuda è sempre bella a vedersi” e altra immondizia culturale di questo tipo.

7 Commenti

  1. DeeMo says:

    Ah ecco. Non sono l’unico ad aver notato.

  2. michelangelo says:

    Il sito di Repubblica è una vergogna, per questo e per tanti altri motivi.
    E si, in generale questo paese è una grossa merda, e chi come me pur sapendolo si ostina a restarci, è un discreto coglione.

  3. carU SergiU, veramente sono io a non capire perche´ ti ostini a consultare la repubblicapuntoit. Se nel mezzo di un terremoto devastante ad haiti e una crisi perdurante in italia la notizia piu´ cliccata e´ che megan fox e´ la nuova testimonial per l´ intimo armani (con tanto di foto) posso anche capire perche´ i redattori pubblichino i capezzolini delle paracadutiste.
    E´ come leggere il christian science monitor e incazzarsi perche´ scrivono che il terzo giorno e´ risorto…

  4. Frank says:

    Beh, sai..
    Non ho più molti motivi per scandalizzarmi: quete cose sono all’ordine del giorno, e rientrano nella NOSTRA normalità.
    Spero solo che prima o poi il lungo torpore finisca, e si diventi finalmente un Paese degno della parola “civile”.
    Oggi ho visto un CD appena uscito, che nella confezione de-luxe comprendeva una maglietta con su scritto “Sfida”.
    Siamo circondati da amici, sia virtualmente che dal vero: ci vedo una forma di regressione, e non solo in termini economici (quella non so se in realtà esista).

  5. Tropicalista says:

    Mi era sfuggita la chicca, anche se avevo visto alcune scene su Blob. Quello che però non torna nel tuo ragionamento è la presunta incidenza maschilista nelle scelte editoriali di un giornale (pseudo)sinistrorso come Repubblica. Il video-articolo è firmato da una donna (Benedetta Perilli), le redazioni dei giornali, soprattutto quelli on line sono invase da giornaliste (il vero mestiere più antico del mondo) e in generale la nostra società è sempre più orientata verso il femminile, infine lo spot in questione pubblicizza un’azienda tedesca di lavatrici ed è quindi rivolto ad un pubblico prevalentemente femminile. Il problema semmai è che questa svolta tanto attesa e tanto auspicata anche da noi uomini di buona volontà e mentalità aperta, ha prodotto risultati deludenti. Le donne, perlomeno in Italia, e limitatamente a certi ambiti (comunicazione, politica, spettacolo, imprenditoria…cose di poco conto…) una volta e finalmente raggiunte posizioni di potere, stanno sempre più mostrando i loro lati peggiori, una conformità al modello (maschile e maschilista)preesistente, una comoda e appagante umiliazione di sè e della storia, in cambio di una finta emancipazione. Ammetto di aver a lungo creduto in una possibilità di cambiamento affidato al genere femminile, evidentemente non è più una questione di genere.

  6. SM says:

    Approvo e sottoscrivo in pieno il commento qui sopra – inclusa la delusione. Non mi ero accorto che il video-articolo era firmato da una donna. Cioè, non avevo proprio preso in considerazione la possibilità. Il che dimostra due cose:

    1) Quanta immotivata fiducia io ancora riponga nell’umanità, specie quella di genere femminile.

    2) Quanto abbia ragione Tropicalista.

  7. [...] sei scelto proprio quello omofobo, ma anche perché penso sempre che gli omosessuali (o le donne, come è successo qui) siano migliori della media del popolo bue: evidentemente un caso di discriminazione (benché al [...]

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