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Alda, Claude e i Talebani

mrnNotizie a mazzi in questi giorni, che si fa fatica a stargli dietro. Innanzitutto la splendida e, perdonate il bisticcio, sacrosanta sentenza (della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, mica cazzi) che proibisce l’esposizione di crocifissi nelle scuole. La compilation di brutte dichiarazioni su questo tema è lunghissima, e bipartizan: “Per il ministro Mariastella Gelmini (Pdl) «la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione».” Ah, ecco. Immagino quanto piaccia alla comunità ebraica italiana che identifica con quel simbolo migliaia di anni di vessazioni, e che in moltissimi casi può dirsi assai più italiana della maggioranza degli italiani: per esempio, la comunità romana esiste da oltre duemila anni. “E anche il neo-leader del Pd Pierluigi Bersani esprime dubbi sulla decisione della Corte di Strasburgo: «Io penso che un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno» ha detto il segretario dei democratici.” Anche il matrimonio combinato e lo scambio di mogli contro cammelli sono antiche tradizioni in certi paesi: Bersani vada a chiedere ai giovani indiani cosa ne pensano. (Citazioni da Corsera)

Ecco invece una ulteriore, eccellente ragione per plaudire a questa sentenza: “Massimo Albertin (che insiema alla moglie ha condotto questa battaglia, ndr) rila­scia interviste a getto continuo. Sempre al telefono, mai in vi­deo. Non accetta di farsi fotogra­fare. «Non voglio essere preso di mira dai talebani cattolici». In questi anni ha ricevuto lettere minatorie. Sami racconta che al liceo, quando il Tar respinse il ri­corso, alcuni compagni lo cir­condarono dicendogli «ateo di m…». Finì a botte.” (Corsera)

Infine, nello stesso respiro, addio a Alda Merini e a Claude Lévi-Strauss.

1 Commento

  1. Sappiano Bersani e la Gelmini che anche i bigoli con le luganeghe vantano una gloriosa tradizione.
    Solo che e´ molto difficile farli aderire alle pareti di un aula scolastica.

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