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Son of a Weather Report

Avete presente quando vi pare di sentire dentro un disco delle parole che non ci sono? A me succedeva spessissimo da piccolo, quando non parlavo l’inglese: nell’immortale versione woodstockiana di I’m going home dei Ten Years After (un piccolo capolavoro di punk-blues elettrico), mi è sempre sembrato che Alvin Lee cantasse (verso i due minuti dall’inizio) Peppino go! (mentre era più banalmente Baby don’t go). Un altro pezzo enigmatico dell’epoca era contenuto in un disco davvero centrale nella mia discografia: Mysterious Traveller degli Weather Report. Nel ciclone Nubian Sundance (davvero un pezzone dance, di una dance che non è mai accaduta), a un certo punto c’è un coro che dice:

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Non lo ascoltavo da anni, e oggi ho più che mai il dubbio: sono io che non ci sento, o dice proprio Figlio di puttana?

2 Commenti

  1. Pac says:

    :-) …ed ancor più strano è il caso di “Caro amico mio culattone aspettami”
    di cui parla nel suo podcast Massimo Polidoro qui.
    (Fate molta attenzione! lì si parla anche di messaggi subliminali e messaggi satanici: solo i puri di cuore potranno ascoltare ;-p)

    Ciao! pac

  2. DeeMo says:

    No no, dice proprio così! L’avranno sentita da un tecnico di palco mentre suonavano da queste parti e tornati a casa non hanno resistito. Anche il “caro amico mio culattone aspettami” dei Lipps Inc, (in autotune) è notevole.