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A morte i giovani

Mentre ero via accadeva a Milano un evento surreale. C’era un piccolo giardinetto anonimo in una zona signorile, una specie di spartitraffico glorificato detto Il belvedere di viale Monte Nero, di fronte a un bar chiamato Mom, che il mercoledì notte si popolava di migliaia di ragazzi. I quali naturalmente facevano quello che fanno i ragazzi, incluso un bel po’ di casino. Avevo visto questo raduno spontaneo un paio di anni fa, e devo dire che mi aveva colpito molto: in che postaccio devi vivere per ritrovarti la sera su uno spartitraffico? Mi sembrava insomma la perfetta rappresentazione delle politiche giovanili del Comune di Milano: zero.

Poi a aprile il Comune ha fatto la sua mossa: recintare il giardinetto e chiuderlo di sera. Ma come: i cittadini milanesi vanno in un posto e tu lo chiudi? Ma che logica è? Se si commettono degli illeciti si perseguano, ma accanirsi sulla socialità in generale mi pare davvero inconcepibile. Ma la frase che spiega tutto è di Maurizio Cadeo, assessore al Decoro urbano (ma di sicuro non a quello della sua logica malvagia) e Verde: “Vogliamo restituire un angolo verde ai tanti, troppi, cittadini esasperati.” (Corriere)

Se ne deduce che i giovani, costretti a bivaccare su un prataccio infame perché privi di qualsiasi alternativa che non siano i locali costosissimi del centro, non fanno parte della categoria “cittadini”.

(Si ringrazia Lisa S.)