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Pop & culture

Ieri sera ho avuto modo di vedere (su Bbc4, in Olanda) le prime due puntate di una serie HBO che sulla carta mi pareva eccellente, e il risultato mi sembra ottimo. Si tratta di Foo Fighters Sonic Highways , la serie di documentari che appunto documentano il viaggio musicale dei Foo Fighters attraverso gli USA. In ogni città celebrano la musica locale e poi, in uno studio storico del luogo, scrivono e registrano un brano – spesso con ospiti. Parte reality, parte rockumentary, parte making of (la serie ovviamente produrrà un album), mi sembra un progetto assolutamente azzeccato per molte ragioni. Per i fan è una manna, otto ore di documentario. Per i Foo Fighters mi pare un modello di business geniale, in una epoca dove non si vendono più dischi. Per la musica, e la cultura pop, mi pare un’ottima occasione di celebrare la musica americana. Artisti italiani: invece di piangere che il vostro album non si vende, fatevi venire delle idee così – possibilmente però senza andare a intervistare Pupo. Una dritta? Andate a parlare con Enrico Ciacci – vero mito vivente della musica italiana.

Tagli & ritagli

Complice una fase di transizione lavorativa (e probabilmente anche geografica), continua la saga dei quadretti di carta. Casa mia è infestata da coriandoli di ogni tipo, qualcuno dei quali finisce nei quadretti – tutti 10 x 15 cm, spaziati di 6mm. Certo, c’è una forma di ossessione – che però in realtà è sempre la solita. Quindi le ipotesi sono due: o tutto il mio lavoro dalle origini a adesso ha radici psichiatriche (non solo molto probabile, ma quasi certo), oppure siamo alle solite. Alla fine degli anni ’80 la mia amica e collega Rosa Masciopinto definì il mio lavoro (radiofonico) “tagli, ritagli e frattaglie”. Sembra che nulla sia cambiato. Eccovene un altro campione.

Dead nation

Ecco un periodo curioso, almeno per me. Osservo il governo dei giovani preoccuparsi (giustamente) dei lavoratori dipendenti che guadagnano poco, mettendogli 80 euro al mese in busta paga. Lo sento mentre annuncia tre anni tre di tasse in regalo (non è che non le pagheranno: gliele paga lo stato) alle aziende che assumeranno nuovo personale (eventualmente licenziabile dopo tre anni, con buona pace dell’art. 18). Lo scruto mentre fa accordi con Forza Italia – con una tale efficienza che perfino Berlusconi può finalmente riposarsi, ammirato dal suo alter ego Renzi, e andare a cena con Luxuria. E se con un occhio osservo il governo e i suoi provvedimenti, con l’altro guardo la mia situazione personale: occasioni di lavoro che si restringono, un contesto culturale sempre più irrilevante (e in mano ai soliti pessimi di sinistra), nessuna soluzione in vista. La cultura serve a poco, e la poca che serve è già stata assegnata a amici e parenti, a servi e complici. Col risultato che, come sapete se frequentate questo blog, molto poco di quello che faccio ha una qualche visibilità. Non sono da solo: ci sono almeno un paio di generazioni di persone di qualità che sono andate perse, spente dall’indigenza, strangolate dal clientelismo/parentismo (che nella cultura italiana è sovrano), azzoppate dalla pochezza del contesto, costrette a baciare il culo a ex comunisti per poter lavorare*.

Giusto per dire che: ci sono cambiamenti in vista (ne parliamo quando succederanno), e che riguarderanno anche Fosforo. Che molto probabilmente cambierà lingua (inglese) e  smetterà di occuparsi di affari italiani: io devo sopravvivere in qualche modo, e se posso smettere di parlare di Graziano Delrio e dei suoi nove figli (una condizione che negli anni ’60 veniva definita di indigenza culturale, ignoranza contraccettiva e degrado sociale – e a me pare ancora così) preferisco. La scarsa frequenza di post non è pigrizia, è che a questo punto qualsiasi commento mi pare perfettamente inutile. Questo paese è andato, morto, finito: fatevene una ragione e, se siete ancora in tempo, organizzatevi.

* Eh sì, la sinistra italiana è assai più colpevole della destra, perfino considerando Berlusconi.

Pornoculture a Pisa

Se siete a Pisa o dintorni, domani pomeriggio c’è un simposio al quale partecipo anch’io. Nel quadro dell’Internet Festival ci sarà questa chiacchiera a più voci intitolata Pornoculture Elettroniche: la carne online. L’orario è 15:30, l’indirizzo è: Sala Azzurra, Scuola Normale Superiore Palazzo della Carovana, Piazza dei Cavalieri, 7, Pisa.

Squadrettismo

Tra i molti che ho, un grave difetto che mi accompagna da sempre è l’accumulazione di carta. Non soltanto cose utili o necessarie (come le dichiarazioni dei redditi di quando avevo ancora i capelli), ma anche immondizia, pur che si porti dietro una qualche memoria: biglietti d’aereo, incarti di cioccolata, biglietti da visita di persone che non so più chi siano, bigliettini d’amore e letteracce, adesivi delle videocassette, posta di ogni genere. Una sindrome assurda e scomodissima, considerato che la mia esistenza è spesso nomade. Però forse ho trovato una soluzione che mi permette di liberarmi di queste cartacce, ma anche di dare loro un qualche senso – forse.

sqdrtt

Ognuno di questi quadretti misura 10 x 15, e contiene tra i 15 e i 25 frammenti. Il resto va nella carta – finalmente. PS: Semmai voleste vederne altri pezzetti, li sto pubblicando su Instagram.