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Personal Catering

Foto di Luca Celada. Lo chef consiglia Taco al Pastor y Burrito de Cabeza.

Sono come noi

Dice Repubblica:

No alla comunione per gli omosessuali. Contro due vescovi è rivolta sul web

Pistoia, monsignor Scatizzi invita i preti a escludere i gay dal sacramento. Pochi giorni fa l’aveva detto il vescovo emerito di Grosseto. Quello di Lucera critica le leggi anti-omofobia.

Francamente non vedo cosa ci sia da ribellarsi. Anzi, per una volta dei Vescovi parlano chiaro sulla questione, e d’altronde la posizione di Santa Madre Chiesa sull’argomento è nota, no? Quello che mi pare assai strano invece è che ci siano degli omosessuali cattolici. Non solo perché essere omosessuali cattolici praticanti (e quindi osservanti delle parole del Pontefice e dei Vescovi) vuol dire condurre un’esistenza miserabile, che di tutti gli Dei sul mercato ti sei scelto proprio quello omofobo, ma anche perché penso sempre che gli omosessuali (o le donne, come è successo qui) siano migliori della media del popolo bue: evidentemente un caso di discriminazione (benché al contrario) del quale mi scuso con tutti.

Artificial Stupidity

The constant, spectacular failures in developing computer systems able to perform tasks that normally require very basic, almost non-existent human intelligence.

Crack factor

Dapprima ho detto: “Bravo Morgan, un po’ di onestà al mondo fa sempre bene.” Poi però ho pensato: “Vuoi vedere che questo coming out è stata una Cocaine Decision?” L’indizio me l’ha dato questa frase: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?” Eh Marco, scusa ma sì, e l’ho anche scritto, senza fare il tuo nome per carineria. Mi sembri di brutto uno schizzato, e malamente. Non solo, ma la frase: “La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri.” è una puttanata proprio gigantesca, specie se si parla di fumarsi la Coca Base, e sentirla dire a uno che con le droghe dovrebbe aver avuto qualche esperienza davvero intristisce.

E siccome sono pessimista, prevedo una disintossicazione venduta in esclusiva a Gente, magari con annesso reality (il format c’è già: Celebrity Rehab), una riabilitazione pubblica con abbraccio a Giovanardi e consacrazione finale dell’eroe che ha sconfitto la droga…

PS 1.40 pm (pacific time): Esce puntuale la smentita, virgolettata da Repubblica e quindi evidentemente un comunicato scritto, da Morgan o chi per lui: “Sono molto sconcertato ed amareggiato, anzi profondamente addolorato, per non dire disperato, per le frasi che mi sono state attribuite. L’intervista mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all’uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione. Forse mi è stata tesa una trappola e ci sono caduto ingenuamente. Non ho mai nascosto certe mie debolezze in quanto persona autentica e sensibile, quindi tutti sanno di certi errori commessi in passato di cui ho anche parlato con delicatezza nelle mie canzoni e non certo nel modo strumentale e errato dell’articolo”. (Le sottolineature sono mie)

In quanto persona autentica e sensibile, a questo punto Morgan inizia quasi a farmi pena.

Realcore inna Babylon*

Realcore, lo spettacolo, torna a Roma. Il 19 e 20 febbraio alle 21, alla Sala Pintor (via dello scalo di san lorenzo, 67). Ingresso 3 euro: sono pertanto sospese tutte le facilitazioni, aka ingressi gratis a stampa, amici, parenti, possibili artefici di futuri strabilianti, ex fidanzate – insomma, i 3 si pagano. Accorrete numerosi, e naturalmente ditelo a tutti spargendo questo link: del sano pornazzo scelto non può che fargli del bene.

* Ogni artista jamaicano che va a suonare a Roma, e ha un minimo di coscienza Rastafariana, non manca mai di ricordare che Roma è Babylon, nel senso che non solo ci risiede il Papa (nemico del Rasta, che considera un pazzo miscredente) ma è la capitale d’Italia, che ha osato fare la guerra a Hailé Selassié, unica incarnazione di Dio in terra – appunto Jah Rastafari.

Meno male che c’è Fiammetta

Naturalmente, anche per una questione statistica, ogni tanto anche Berlusconi ne combina una che mi piace. Nella fattispecie: “Il sindaco di Assisi Claudio Ricci voleva diventare candidato presidente della Regione Umbria per il Popolo della Libertà. Ha concorso, ma è arrivato secondo. Berlusconi lo ha esaminato a Palazzo Grazioli, venerdì scorso, ma poi ha scelto Fiammetta Modena, avvocato civilista, da tre mandati consigliere regionale. Adesso, per giunta, circola la storia che Berlusconi abbia apprezzato il lavoro e l’eloquio di Ricci, ma abbia avuto da ridire sul look. In particolare, quelle orecchie, una più a sventola dell’altra.” (Dal Corriere).

Ora, io non ho nulla contro chi ha le orecchie a sventola, anzi: tra i miei umani preferiti c’è chi ha questa caratteristica, e sono pronto a difenderli da qualsiasi discriminazione. Però invece ce l’ho a morte con uno così: “Il sindaco ha 45 anni, è single, è un cattolico appassionato. Quando ancora correva per la candidatura, aveva preparato dieci proposte per l’Umbria, subito ribattezzate «i dieci comandamenti ». Il primo era questo: «Inserire i valori della santità e dell’identità nello Statuto regionale».

I valori della santità? Ma siamo impazziti? Ma da quale caverna è spuntato questo qua? E soprattutto: come ha fatto a uscirne con quelle immense, oscene, sproporzionate orecchie?

Mormonista

Salvo che siate in Utah, luogo bellissimo ma scomodo e a tratti inospitale – specie in inverno – non vi trovate al Sundance (festival di cinema indie giunto alla 32esima edizione). In questo caso torna utile e piacevole Il Sundance Diary di Luca Celada, che blogga ogni giorno da Park City, e che di solito potete godervi a reti praticamente unificate nei Tg Rai: uno dei vantaggi di vivere in Italia (così non dite che ne parlo solo male).

Levis e Thanatos

Ogni tanto capita, e ogni volta mi colpisce: l’uso di testimonial morti mi pare un orrore. Non devono concordare come me Fabrizio Russo e Sofia Cortellini Klein (il nome buffo non me lo sono inventato, e non sono jeans marchiati Klein – o Levi’s, come suggerirebbe il gioco di parole nel titolo di questo post: la marca non la scrivo), proprietari di un marchio che non s’è fatto scrupolo di utilizzare niente meno che Jimi Hendrix per pubblicizzare dei jeans: ” Dopo il primo step che ha visto Steve McQueen protagonista della promozione del marchio, questa volta è il ‘guitar hero’ a rappresentare lo spirito della collezione primavera/estate 2010″. Insomma una marca di jeans proprio necrofila: mortacci (sua).

‘Rcoddue

Ogni tanto guardo i giornali italiani, giusto per vedere che succede; e purtroppo succede sempre la stessa roba: “Bestemmia al Grande Fratello! Orrore! Peccato mortale! Il Codacons (che si conferma l’associazione di consumatori più molle del pianeta) e il Moige (che almeno fa ridere) insorgono! Espulsione!” Ho un solo commento:

QUESTO!

Sperando, un giorno, di poterla indossare anche da noi.

Globuli d’oro

Grazie ai buoni uffici di Luca (che mi ospita qui a LA), membro dell’Hollywood Foreign Press Association, sono stato alla cerimonia di consegna dei Golden Globe – uno dei massimi riti hollywoodiani. Per me è stato un estenuante e divertentissimo pomeriggio/sera, in mezzo a celebrity di categoria A++ (c’erano TUTTI), wannabees (ma comunque invitati), signore della Beverly Hills che conta, gente di cinema di ogni tipo e ovviamente studio executives. A differenza degli Oscar qui si sta a tavola tutto il tempo, con frequenti alzate verso la zona fumatori – la vera area VIP, frequentatissima da Mickey Rourke, ma anche da molti altri (tra cui una spaesata ma apparentemente contenta Elisabetta Canalis da sola, che George mi sa che non fuma). Dopo la cerimonia, con un momento per me assai toccante – la consegna del Cecil B. De Mille award a Martin Scorsese (consegnavano Di Caprio e De Niro – italian business) che mi piace molto e se lo meritava tutto – c’erano le feste degli studios, sempre al Beverly Hilton ma in altre zone. Meno star ma molta più caciara: quando bevi dalle 2:30 (in decine di free bar specializzati in vari alcoolici, dallo champagne ai single malt) e sono le 9, o balli o vai a nanna. La musica ovviamente era pessima, ma i buffet (di cui uno della cioccolateria belga Godiva davvero pazzesco), i bar e la fauna locale controbilanciavano.

Momenti VIP della serata:

*) La stretta di mano a T-Bone Burnett – un mito assoluto.

*) Il sindaco di Los Angeles che, mentre mi spiegavano chi era, è venuto e si è presentato sorridendo.

*) L’incontro con un delizioso, gentilissimo, dolce e garbato Mike Tyson, che non solo mi ha stretto la mano, ma mi ha anche fatto un piccolo inchino: il mio vero star moment degli ultimi anni.